MOZIONE CONCERNENTE INIZIATIVE PER PREVENIRE E CONTRASTARE LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

16 ott

È stata discussa oggi in aula la mia mozione contro la violenza sulle donne

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Testo della mozione 

   La Camera,
premesso che:
è un diritto umano fondamentale di ogni persona, e in particolare delle donne, vivere una vita libera dalla violenza, tanto nella sfera pubblica, quanto in quella privata;
la discriminazione nei confronti delle donne non può che essere vietata in tutte le sue manifestazioni, anche mediante il ricorso a sanzioni, così come devono essere abolite le pratiche discriminatorie nei confronti delle donne;
necessarie misure speciali per prevenire e proteggere le donne dalla violenza basata sul genere non possono ritenersi discriminatorie;
le politiche pubbliche dovrebbero contemplare una prospettiva di genere, attuando la parità fra donne e uomini, nonché l’autonomia e l’autodeterminazione (empowerment) delle donne;
la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (la cosiddetta «Convenzione di Istanbul»), approvata dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011, introduce un nuovo paradigma nel definire la violenza contro le donne, dando impulso a politiche pubbliche a contrasto della stessa. In particolare, infatti, prevede:
a) la correlazione tra l’assenza della parità di genere e il fenomeno della violenza;
b) una nozione ampia di violenza, che comprende anche quella psicologica ed economica, e, soprattutto, l’attenzione verso la forma di violenza più diffusa, quella domestica;
c) la necessità di politiche antidiscriminatorie e che favoriscano l’effettiva parità fra i sessi al pari di misure atte alla prevenzione e al contrasto alla violenza nei confronti delle donne;
oltre alla legge 27 giugno 2013, n. 77, concernente la Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, il Parlamento ha anche approvato la legge 15 ottobre 2013, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere; inoltre, in data 7 luglio 2015, è stato anche adottato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere;
la definizione «violenza nei confronti delle donne» si riferisce a tutte le forme di violenza nei confronti delle donne ai sensi del capitolo V della Convenzione di Istanbul, ovvero la violenza psicologica, gli atti persecutori, la violenza fisica, la violenza sessuale, compreso lo stupro, il matrimonio forzato, le mutilazioni genitali femminili, l’aborto forzato, la sterilizzazione forzata e le molestie sessuali. Essa si riferisce, inoltre, alla violenza domestica nei confronti delle donne, definita come la violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verifica all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore condivida, o abbia condiviso, la stessa residenza con la vittima;
la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che l’obbligo positivo di proteggere il diritto alla vita richiede che le autorità statali diano prova della dovuta diligenza, prendendo misure di prevenzione operative, a tutela della persona la cui vita sia in pericolo (in attuazione dell’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo);
nel nostro Paese si registra ormai un livello particolarmente preoccupante di recrudescenza nell’ambito della violenza contro le donne,

impegna il Governo:

1) ad ottimizzare al più presto le modalità di ricognizione e di denuncia del fenomeno della violenza di genere e a promuovere con urgenza misure atte ad evitare l’impunità per i responsabili di reati tanto gravi, quali quelli relativi alla violenza contro le donne;
2) ad assumere iniziative normative per rendere più agevole, snello e protetto l’accesso, da parte delle donne vittime di violenza di genere, agli strumenti inerenti alle misure restrittive nei confronti degli aggressori e, più in generale, in ambito processuale, per garantire la priorità assoluta nella formazione dei ruoli di udienza e nella trattazione dei processi relativi ai reati di violenza di genere;
3) in conformità con l’articolo 31 della Convenzione di Istanbul, a promuovere un intervento normativo affinché, a fronte di separazioni e divorzi, in sede di determinazione dei diritti di custodia e di visita dei figli, si tenga conto delle condanne per maltrattamenti o stalking, ma anche di eventuali processi penali pendenti per maltrattamenti a carico del padre in danno della madre, nonché per escludere l’affidamento condiviso dei figli, ove risultino precedenti di violenze nelle coppie che si separano, in particolare prevedendo che i maltrattamenti costituiscano causa di esclusione dell’affido condiviso;
4) ad assumere iniziative normative per escludere il ricorso ai sistemi alternativi di risoluzione delle controversie, quali la mediazione e la conciliazione, nei casi di violenza di genere contro le donne, sistemi vietati dall’articolo 48 della Convenzione di Istanbul, in quanto presuppongono una situazione di parità delle parti, ontologicamente esclusa nelle situazioni di violenza, anche rispetto ai casi di stalkingqualificati come «meno gravi» – che potrebbero invece sfociare e tradursi, di fatto, in forme gravi di violenza contro le donne – nonché per far sì che, rispetto a tali casi, l’istituto introdotto dall’articolo 162-ter del codice penale, relativo all’estinzione del reato per condotte riparatorie, non sia applicabile;
5) a promuovere al più presto politiche pubbliche per contrastare l’impatto cumulativo e la intersezione tra atti razzisti, xenofobici e sessisti contro le donne;
6) ad istituire una commissione di studio sulle cause strutturali della violenza di genere contro le donne;
7) ad incrementare, utilizzando i più rapidi strumenti normativi a disposizione, le politiche pubbliche volte all’empowerment femminile;
8) ad assumere iniziative, nell’ambito delle proprie competenze, per sanare le disparità regionali e locali inerenti alla disponibilità e alla qualità dei servizi di protezione, compresi i rifugi per le donne vittime di violenza, nonché rispetto alle forme di discriminazione contro le donne vittime di violenza che appartengono a minoranze.
(1-01716)
«Martelli, Roberta Agostini, Bossa, Simoni, Albini, Duranti, Murer, Nicchi, Ricciatti, Rostan, Cimbro, Scotto, Laforgia, Speranza, Piras, Ferrara, Zaratti, Quaranta, Franco Bordo, Giorgio Piccolo, Folino, Mognato, Zappulla, Formisano, Zoggia, Matarrelli, Lacquaniti, Ragosta, Kronbichler, Leva, Fontanelli».

Conferenza stampa/salviamo la comunità di pace San Josè de Apartadò in Colombia

12 ott

Ho espresso piena solidarietà alla Comunità di pace di San Josè de Apartadó in Colombia che sta affrontando un attacco particolarmente violento da parte delle squadre di paramilitari. La conferenza stampa in sostegno alla comunità colombiana è stata convocata insieme a Claudio Zin, Aldo Di Biagio e Umberto D’Ottavio che fanno parte della commissione interparlamentare Italia-Colombia.

conferenza stampa 12 ottobre 2017

comunicato/Femminicidio: Martelli, importante agire su piano educativo

22 set

Femminicidio: Martelli, importante agire su piano educativo (ANSA) – ROMA, 22 SET – “Dobbiamo lavorare insieme per l’indipendenza economica delle donne, sulla revisione dei libri di testo e i curricula e che il Senato approvi subito la legge sul cognome della madre fondamentale per il riconoscimento del ruolo delle donne nella societa’”. Lo afferma Giovanna Martelli, parlamentare di Campo Progressista commentando l’intervista alla Ministra Valeria Fedeli pubblicata su “Il Messaggero” di oggi. “Condivido le parole della Ministra Valeria Fedeli: la violenza sulle donne è un fenomeno strutturale che va risolto agendo sulle sue cause a più livelli”, continua Martelli. “Agire sul piano educativo e pedagogico è fondamentale e attuare l’articolo 1 comma 16 della legge sulla Buona Scuola, per il quale ho contribuito integrando il testo originale della legge, è un passaggio necessario per aprire la strada alla revisione dei libri di testo e dei curricula scolastici. La scuola forma le generazioni e le classi dirigenti del futuro ed è li’ che dobbiamo investire”

Mozione per la promozione di politiche di sradicamento del patriarcato e di contrasto alla discriminazione nei confronti delle donne

19 set image-kK2E-U43230797782136sxG-994x556@Corriere-Web-Sezioni

Ho depositato questa mozione.

 

Premesso che:

 

- il patriarcato è quel sistema di dominio degli uomini sulle donne che a tutti i livelli ed in particolare quello simbolico ha infiltrato e egemonizzato: politica, cultura, religioni, relazioni pubbliche e private;

 

- questo processo di egemonizzazione ha prodotto l’esercizio di un potere dove il senso originario della sessualità umana è diventata pretesto per la costruzione di supremazie che giustificano ancora oggi il potere maschile e la subordinazione femminile;

 

- il progressivo consolidamento del potere asimmetrico ha prodotto una falsa verità sulla quale, attraverso leggi, religioni, tradizioni donne e uomini si sono allontanati dall’origine della differenza, comportandosi come in realtà non sono: figure stereotipate e per questo filtrate nella relazione interpersonale e in quella collettiva;

 

- il patriarcato pertanto poggia le sue fondamenta nel falso;

 

- i fatti accaduti nei mesi scorsi e nelle ultime settimane in Italia, hanno messo in luce quanto siano profonde le radici del patriarcato nella nostra società. Questo emerge con nettezza nei sistematici attacchi contro la Presidente della Camera Laura Boldrini, nella strumentalizzazione del corpo della donna con fini elettorali, nella trasformazione di pezzi di verbali della polizia di stato in racconti pornografici che spettacolarizzano eventi drammatici come lo stupro, nelle dichiarazioni stereotipate di qualche Sindaco a commento di gravissimi fatti di cronaca di violenza nei confronti delle donne;

 

Tenuto conto che la discriminazione e la violenza nei confronti delle donne sono l’origine dalle quali discendono tutte le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani;

 

Ritenuto necessario a fronte di questa realtà mettere a punto un lavoro politico per riconoscere e illuminare a fondo le radici del patriarcato e i suoi effetti;

 

Viste le Osservazioni Conclusive della CEDAW relative al VII Rapporto periodico dell’Italia;

 

Preso atto che le medesime Osservazioni Conclusive recitano : ” Il Comitato sottolinea il ruolo cruciale del potere legislativo nell’assicurare la piena attuazione della Convenzione . In linea con il mandato del Comitato, si invitano la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica, ad intraprendere i passi necessari relativi all’attuazione delle Osservazioni Conclusive in esame, da ora al prossimo reporting relativo alla Convenzione in esame”.

 

Per tutto quanto indicato il Governo si impegna a:

 

1. Mettere in atto una strategia nazionale per:

 

- eliminare e modificare attitudini patriarcali e stereotipi di genere, con particolare focus sulle donne appartenenti a gruppi di minoranze che spesso sono destinatarie di discorsi e atteggiamenti di odio e violenza razziale

 

- rivedere i libri di testo ed i curricula scolastici con l’obiettivo di dare il giusto riconoscimento alle donne nella storia e nella contemporaneità

 

- condurre campagne di informazione rivolte alle donne e agli uomini, per promuovere stili di vita che riconoscano la differenza e il godimento pieno e egualitario dei diritti

 

- condurre campagne di informazione rivolte ai media e alle agenzie pubblicitarie per evitare l’uso e la strumentalizzazione del corpo delle donne.

 

2. Accelerare l’adozione e l’effettiva attuazione di una politica nazionale in materia di genere, assicurando che il gender mainstreaming sia applicato in modo uniforme in fase di formulazione ed attuazione di tutte le leggi, le normative ed i programmi di tutti i Ministeri e le Strutture Governative decentrate.

 

3. Mettere a punto misure affinché sia rafforzata la rappresentanza delle donne nelle posizioni decisionali della vita politica, comprese le posizioni ministeriali, in magistratura, nei consigli di amministrazione ed in posizioni senior della Pubblica Amministrazione, compreso il Servizio Diplomatico in particolare:

 

- vigilare affinché si raggiunga la parità di genere effettiva sui componenti eletti per entrambe le Camere del Parlamento, nella cornice della riforma della legge elettorale;

 

- promuova campagne di sensibilizzazione per politici, giornalisti, insegnanti ed il pubblico in generale, al fine di accrescere la comprensione che la partecipazione piena, uguale, libera e democratica delle donne, in modo eguale agli uomini, nella vita politica e pubblica, e’ un requisito indispensabile per la piena attuazione dei diritti umani delle donne;

 

- promuova la formazione per le donne sulle capacità di leadership, sul fare campagne elettorali e costruire un rapporto con l’elettorato, al fine di prepararle come candidate;

 

- adotti leggi specifiche per combattere le molestie politiche e gli attacchi sessisti;

 

- adotti misure per realizzare un sistema volto alla parità di genere per la rapida assunzione e nomina di donne in posizioni senior nella Pubblica Amministrazione.

 

4. che già dalla Legge di Bilancio 2018:

- si assicuri una adeguata assegnazione di risorse per superare le conseguenze della crisi finanziaria e delle misure di austerità, dando priorità alle misure che sostengono la piena uguaglianza di genere in tutti gli ambiti.

 

- si assicuri una adeguata assegnazione di risorse per un’attuazione efficace del sistema anti tratta con particolare riguardo alle donne immigrate, rifugiate e richiedenti asilo

 

- si assicuri una adeguata assegnazione di risorse per promuovere interventi di dissuasione della domanda di sesso a pagamento da parte degli uomini, anche attraverso campagne di sensibilizzazione “on the road” sulla disperata condizione delle donne che prestano servizi di sesso a pagamento

 

- si assicuri una adeguata assegnazione di risorse per rafforzare l’assistenza alle donne ed alle ragazze che desiderano lasciare la prostituzione attraverso la fornitura di attività lavorative alternative

 

- assicuri una adeguata assegnazione di risorse per la piena realizzazione del diritto alla salute, compresi i diritti sessuali e riproduttivi per tutte le donne e le bambine

 

- assicuri una adeguata assegnazione di risorse umane, tecniche e finanziarie per la realizzazione sistematica ed efficace delle misure a contrasto della violenza contro le donne, ivi compresa la valutazione delle misure introdotte dalle Regioni e la costituzione di una banca di dati statistici sulla violenza domestica e sessuale disaggregati per sesso,età, nazionalità e relazione tra la vittima e autore del reato

 

- 5. Istituire una Agenzia per i Diritti Umani, fornita di dotazioni adeguate ed osservante dei Principi relativi allo Status delle Istituzioni Nazionali (Principi di Parigi, Risoluzione UNGA 48/134 del 20 dicembre 1993) e che sia incaricata di proteggere e promuovere i Diritti delle Donne e i Diritti Umani

 

MARTELLI, LAFORGIA, ALBINI, BOSSA, DURANTI, MURER, NICCHI, RICCIATTI, ROSTAN, SIMONI, FOSSATI, RAGOSTA, FORMISANO, MATARRELLI, MELILLA, SANNICANDRO, ZARATTI, FERRARA, BORDO, PICCOLO GIORGIO, PIRAS, ZAPPULLA, LACQUANITI, ZACCAGNINI, FONTANELLI, MOGNATO, FOLINO

 

 

Le mie interrogazioni: affissioni Forza Nuova

31 ago

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’interno – Per sapere – premesso che:

in questi giorni Forza Nuova ha promosso una campagna mediante manifesti murali che raffigurano una ragazza che si difende dall’attacco di un ragazzo che sta tentando di violentarla;

 

i suddetti manifesti, ispirati allo stupro di gruppo di Rimini, richiamano fortemente la propaganda che individua negli immigrati gli unici soggetti dediti ad attività delinquenziali;

 

lo stupratore viene rappresentato con tratti volutamente tipizzati: fronte prominente, labbra carnose in modo abnorme, braccia lunghe e mani artigliate. L’associazione pertanto è quella tra uomo nero=stupratore;

 

una immagine nello stile e nel contenuto che ricorda un’epoca nefasta dove si raffigurava una razza superiore come bella gioventù mentre neri ed ebrei erano un concentrato di luoghi comuni, umanoidi raffigurati in modo da suscitare paura e disprezzo;

 

non c’é forma più estrema dello stupro come esercizio violento di dominio e possesso, che cancella la donna come persona producendo la totale svalutazione del suo corpo; 

 

unanimi pertanto nel condannare lo stupro e la violenza sessuale come causa strutturale della regressione che stiamo vivendo, su tutti i piani: relazioni interpersonali, società squilibrata, diritti negati o mai riconosciuti, senza selezionare gli aggressori attribuendo un valore  differente basato sul “tipo di razza d’uomo”;

 

la sede per ipotizzare l’eventuale reato di istigazione all’odio razziale è quella giudiziaria-:

 

- quali azioni intendano porre in essere per evitare che il corpo delle donne diventi, attraverso la spettacolarizzazione di un crimine odioso come lo stupro, una strategia politica specifica con fini elettorali;

 

- quali azioni intendano porre in essere per vigilare sui movimenti politici che utilizzano questi strumenti per fini propriamente elettorali e quali strumenti preventivi intendano mettere a punto.

 

 

 

 

Le mie interrogazioni: lo sgombero di piazza Indipendenza a Roma

28 ago

 

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri – Per sapere – premesso che:

 

lo sgombero di 250 famiglie – la maggior parte di origine eritrea e titolare dello status di rifugiato o di qualche forma di protezione internazionale – cominciato a Roma il 19 agosto all’ex  sede dell’ ISPRA è culminato con quanto accaduto  il 24  agosto in piazza Indipendenza. Quanto avvenuto ha messo in evidenza comportamenti individuali, da parte di alcuni agenti delle forze dell’ordine, gravi nei confronti delle persone coinvolte nello sgombero e in oltre modo lesive nei confronti della Polizia stessa;

 

in seguito a questi accadimenti il Capo della polizia Franco Gabrielli in un’intervista pubblicata sul quotidiano la Repubblica il 25 agosto afferma che sarà fatta chiarezza rispetto alle eventuali responsabilità degli agenti coinvolti nell’azione dello sgombero;

 

nella medesima intervista lo stesso Gabrielli fa riferimento alle responsabilità di chi ha permesso che a via Curtatone si lasciassero vivere 250 famiglie di rifugiati nel più totale degrado. In particolare Gabrielli cita una road map stilata due anni fa insieme all’allora commissario straordinario di Roma Tronca che prevedeva, anche uno stanziamento di oltre 130 milioni per mettere a punto soluzioni alloggiative definitive per coloro che erano ricorsi all’occupazione abusiva-:

 

 

quali azioni intenda porre in essere per coordinare a livello interministeriale e con gli Enti Locali, gli interventi necessari per definire un programma nazionale di accoglienza e di insediamento dei cittadini migranti che giungono in Italia, al fine di tutelare i diritti dei migranti stessi e anche il buon operato delle istituzioni e le forze di sicurezza coinvolte; 

 

quali azioni intenda per realizzare quanto definito, rispetto alla specifica situazione di Roma Capitale, dall’ ex Commissario Francesco Paolo Tronca e dallo stesso Franco Gabrielli. 

 

Venezuela, Martelli Articolo1-MDP: raccolgo precisazione Ambasciata Bolivariana in Italia. Necessario rifiutare la guerra come soluzione a crisi politiche

9 mag
Raccolgo la puntuale precisazione dell’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia  che invita a rispettare la sovranità e riconoscere la pace come unico percorso per risolvere i problemi del Venezuela” – Dichiara Giovanna Martelli deputata Mdp – “Noi che abbiamo la responsabilità di rappresentare l’Italia non possiamo non tener conto che la nostra Costituzione affonda le radici nella sovranità popolare, nel rifiuto della guerra come strumento di soluzione delle crisi politiche, nel pluralismo dell’informazione e nella libera espressione di opinione. Questo deve bastare per avere, nei confronti del Venezuela e del suo popolo, grande rispetto e vicinanza con il solo auspicio che attraverso il dialogo si arrivi ad una soluzione pacifica della complessa situazione politica in atto, così come scrive Papa Francesco ai Vescovi Venezuelani.
 Io come donna,  figlia di questa Repubblica, farei sentire la mia voce  fino allo stremo se chiunque, con qualsiasi ruolo e non appartenente alla storia del mio Paese intervenisse, usando la sua veste istituzionale, prendendo parte, esprimendo giudizi e valutazioni spesso frutto  solo di rappresentazioni parziali e non di una plurale e veritiera narrazione dei fatti”. Conclude Martelli.
Fonte MDP

L’interpellanza per Milagro Sala oggi in Aula

9 mag

Milagro Sala

 

L’Onorevole Giovanna Martelli del gruppo Articolo 1 MDP ha svolto oggi in aula l’interpellanza volta a chiarire la posizione italiana sulla detenzione della leader sociale argentina Milagro Sala che è stata ritenuta arbitraria dalle Nazioni Unite. In particolare l’interpellanza, firmata anche dagli onorevoli Nicchi, Melilla, Palazzotto, Fratoianni, Ricciatti, Duranti, Pannarale, Scotto, Galli,  Kronbichler e Bordo, ha chiesto al Governo quali siano i motivi del ritardo nel prendere coscienza della vicenda e nel sostenere le risoluzioni che difendono i diritti umani richiedendo al Presidente Macrì l’immediato rilascio di Milagro Sala affinché possa difendersi da persona libera e quali iniziative di competenza abbia intrapreso o intenda intraprendere affinché i diritti umani, quelli delle donne e dei più poveri siano rispettati e difesi in Argentina. A tali interrogativi ha risposto Gianclaudio Bressa, sottosegretario di stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, assicurando per conto del Governo Italiano di aver seguito fin dall’inizio la vicenda di Milagro Sala sulla linea di cooperazione che ha sempre contraddistinto le relazioni con
l’Argentina in particolare sul tema della promozione dei diritti umani. Assicurando quindi il pieno impegno della rappresentanza diplomatica italiana a Buenos Aires a risolvere positivamente la vicenda della leader indigena nel pieno rispetto della magistratura argentina, rappresentando al governo l’opportunità che il caso si risolva con massima trasparenza e equità. Nell’apprendere con soddisfazione di questo impegno l’Onorevole Martelli ha chiosato sottolineando l’importanza del tema dei diritti umani per il momento che sta vivendo l’Argentina, tema che è stato esposto anche al Presidente Mattarella ora in visita nel Paese, e prendendosi l’impegno di continuare a chieder informazioni al Governo italiano anche per quanto riguarda la valutazione del gruppo delle Nazioni Unite in corso dall’8 al 18 maggio in Argentina.

 

 

Qui di seguitola il resoconto stenografico.

PRESIDENTE. Passiamo all’interpellanza all’ordine del giorno Martelli

Chiedo all’onorevole Martelli se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Ha quindici minuti di tempo.

GIOVANNA MARTELLI. Grazie, signor Presidente. Milagro Sala, fondatrice e leaderdell’organizzazione sociale argentina Tupac Amaru, oltreché deputata del Parlasur, è detenuta illegalmente, insieme ad altri componenti del movimento sociale, dal 16 gennaio 2016. Nonostante gli appelli di Amnesty International e una risoluzione da parte del gruppo di lavoro sulle detenzioni arbitrarie delle Nazioni Unite, continua ad essere la prima prigioniera politica del Governo del Presidente Macrì.

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I motivi della mia adesione al Partito Radicale Transnazionale

8 mag

Mi sono iscritta in seguito a una riflessione che sto facendo da tempo e che non è più rimandabile considerata la situazione attuale della società italiana e internazionale. Aderisco quindi a una formazione che ha sempre messo al centro la questione transnazionale e le libertà fondamentali come previsto dalla dichiarazione dei diritti umani perché ora più che mai questi argomenti necessitano della nostra attenzione e del nostro impegno. Ringrazio in particolare Laura Arconti con la quale condivido battaglie fondamentali: sono la prima firmataria di una proposta di legge per la costituzione di una commissione di inchiesta sull’intreccio della gestione dei campi rom e Mafia Capitale, ispirata dall’impegno di Marco Pannella su questo tema.
Qui l’intervista rilasciata a Radio Radicale.

Sembrando Paz, seminiamo pace in Colombia – i video del convegno romano

24 apr

È stato un onore aprire i lavori di Sembrando Paz – Colombia chiama Italia per una pace che libera tutti, il convegno che si è tenuto a Roma  l’8 e 9 aprile e che ha inaugurato una serie di iniziative a sostegno della pace in Colombia.

Questo è il video del mio intervento.

Qui gli altri video

Comunicato stampa Sembrando Paz Roma, 8-9 aprile 2017

Locandina Sembrando Paz Roma, 8-9 aprile

Presentazione iniziativa Sembrando Paz