Archive | agosto, 2015

Una nuova strategia per il sud riparte (anche) dalle donne

9 ago

 

L’immagine dell’ultimo rapporto Svimez sulla situazione dell’economia nel sud del nostro Paese ci consegna un quadro di sottosviluppo permanente frutto di un federalismo – di facciata – che di fatto ha impoverito la capacità di penetrazione nel Paese di quel grande capitale di esperienze e di valori che in altre zone d’Italia ha prodotto prassi di eccellenza sia nell’industria che nella produzione di servizi per la vita quotidiana.

Tra il 2008 ed il 2014 il Sud ha registrato una caduta dell’occupazione del 9%, di oltre sei volte superiore a quella del Centro-Nord (-1,4%). Delle circa 811 mila unità perse in Italia, ben 576 mila sono nel Mezzogiorno. Al Sud si è concentrato oltre il 70% delle perdite occupazionali complessive a fronte di una quota del totale degli occupati che ormai vale poco più di un quarto. Il dato davvero senza paragoni è quello delle giovani donne: tra i 15 e i 34 anni sono occupate al Sud appena una su cinque (il 20,8%, oltre 20 punti in meno del Centro-Nord e 30 dell’Europa). In particolare guardando all’occupazione femminile c’è una vera e propria emergenza territoriale: il tasso di attività femminile vede l’Italia ancora in fondo alle classifiche per il “peso” delle regioni meridionali. Continue reading 

Congratulazioni a Monica Maggioni, ora azioni comuni per una comunicazione rispettosa e che sappia promuovere le donne

5 ago

“Auguro buon lavoro a Monica Maggioni. La sua designazione a presidente Rai è un’ottima notizia”, questo il messaggio dell’On. Giovanna MartelliConsigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri per le pari opportunità che prosegue così: “ l’auspicio è quello di lavorare insieme per un fronte comune che promuova le donne nella vita pubblica attraverso una comunicazione attenta alla rappresentazione dell’immagine femminile”.

Bracciante sudanese morto in Puglia. Ennesimo caso di sfruttamento del lavoro illegale

5 ago

“È l’ennesimo caso di una tragedia come tante se ne consumano quando le condizioni di lavoro nelle campagne portano all’estremo limite di sopportazione ogni situazione, disumana e degradante, di sfruttamento della manodopera straniera che talvolta, purtroppo, rasenta la riduzione in schiavitù” – è con profonda amarezza che Giovanna Martelli, consigliera del Presidente del Consiglio per le Pari Opportunità, commenta la tragedia del 47enne morto per calore nelle campagne pugliesi, durante i giorni della raccolta dei pomodori.

Appena ricevuta la segnalazione, l‘UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha cercato di fare luce sulla terribile vicenda che è costata la vita ad un lavoratore straniero e la conseguente disperazione della sua famiglia. “Oltre ad attendere i risultati delle indagini della Magistratura che si è prontamente attivata, l’UNAR sta provvedendo a contattare il Servizio ispettorato della Direzione territoriale del lavoro di Lecce per verificare se sono state rispettate le norme sull’utilizzo della manodopera stagionale e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e se esistono dei controlli sulla attuazione dei protocolli di intesa, già siglati dalle parti sociali, sul lavoro agricolo. Anche oggi, con questo fatto, registriamo che l’illegalità nel lavoro miete le proprie vittime prima fra le persone più deboli e vulnerabili, che vivono già in una condizione di forte isolamento e marginalità sociale” – conclude Martelli.

Educazione: raccogliere la contemporaneità

4 ago

Dalla sentenza della Cassazione sul caso della scuola privata di Livorno emergono aspetti che mi sta a cuore sottolineare.

Non credo sia tanto e solamente l’annosa questione se sia giusto o meno far pagare le tasse alle scuole non in edifici pubblici, anzi il rischio è che si cada nello scontato ragionamento “utilitaristico” e pericoloso della dicotomia  del “luogo” con lo “spazio” riducendo ancora una volta il ragionamento al concetto di “costo/introito/mercato” e non aprendolo concetto di “valore”.

Il ragionamento deve stare  su che tipo di sistema educativo abbiamo in mente e  la sentenza della Cassazione può e deve essere l’occasione per porsi una domanda: “cosa rende la scuola (statale o paritaria che sia) pubblica?” e soprattutto aderente al dettato costituzionale che la rende aperta a tutti, stabilendo all’articolo 3 che il compito dello Stato è di rimuovere gli ostacoli che impediscono a ciascuna/o cittadina/o di godere degli stessi diritti.

Il tema è come costruire un nuovo sistema educativo contemporaneo che sappia rimettere in moto la mobilità sociale bloccata in questo paese da oltre vent’anni, per cui essendosi inceppato non solo il ricambio generazionale ma anche sociale si ereditano le professioni così come si ereditano le disuguaglianze. In questo modo non solo si tradisce il dettato costituzionale fondato sulla relazionalità reciproca tra dirigenti e diretti, ma, come continuamente ci ricordano autorevoli commentatori internazionali, si inibisce la crescita “economica” di un Paese, perché, senza scomodare premi nobel dell’economia, sappiamo che il talento si distribuisce casualmente nella società per cui tanto più ci sarà commistione di “differenze” tanto più verranno alimentate creatività e innovazioni. Continue reading