Archive | dicembre, 2015

La commozione della Martelli: «Tradita da Renzi»

28 dic

A Monzambano la deputata incontra una ventina di iscritti. «Dal Jobs Act alla Rai, delusioni in serie. Dimettermi? No»

Le la­cri­me sgor­ga­no su­bi­to dopo aver aper­to l’in­con­tro chia­ri­fi­ca­to­re «con la mia gente, il mio ter­ri­to­rio». È un moto di emo­zio­ne, forse anche di paura per l’in­co­gni­to cui va in­con­tro, quel­lo che pren­de Gio­van­na Mar­tel­li, la par­la­men­ta­re del Pd che ha sbat­tu­to la porta e ha la­scia­to il par­ti­to. Da­van­ti a 25 per­so­ne, tra de­lu­si da Renzi e as­ser­to­ri della rot­ta­ma­zio­ne, tra am­mi­ni­stra­to­ri pub­bli­ci (i sin­da­ci di Me­do­le Ruz­ze­nen­ti, di Ca­stel Gof­fre­do Po­se­na­to e di Mon­zam­ba­no Cappa) e l’«os­ser­va­to­re» in­via­to dalla se­gre­te­ria pro­vin­cia­le del Pd (il pre­si­den­te del­l’as­sem­blea Guar­di­ni), la Mar­tel­li, nella sala Mon­tes­so­ri di Mon­zam­ba­no, spie­ga i mo­ti­vi della sua «tra­va­glia­ta de­ci­sio­ne». Cerca il con­for­to della gente delle sue zona, l’al­to man­to­va­no, dove ha co­min­cia­to la sua at­ti­vi­tà po­li­ti­ca e dove in­ten­de pro­se­guir­la; trova con­di­vi­sio­ne e so­li­da­rie­tà ma anche cri­ti­che per aver de­ci­so tutto da sola, senza con­fron­tar­si prima con la base. Lei è chia­ra nel giu­sti­fi­ca­re la sua scel­ta: si è sen­ti­ta «tra­di­ta» dal Pd, da Renzi: «Me ne vado» ri­ba­di­sce. Il di­vie­to del Pd a par­te­ci­pa­re ad una ma­ni­fe­sta­zio­ne con­tro la vio­len­za sulle donne del 25 no­vem­bre scor­so per re­sta­re alla Ca­me­ra a vo­ta­re, lei, con­si­glie­ra per le pari op­por­tu­ni­tà del pre­mier Renzi, è stata solo l’ul­ti­ma goc­cia. Il suo ma­les­se­re ri­sa­le a pa­rec­chio tempo prima: «Il punto di rot­tu­ra è stata la legge sul la­vo­ro, che an­da­va con­tro la mia cul­tu­ra e i miei va­lo­ri». Da lì il voto di asten­sio­ne sul job acts in di­re­zio­ne na­zio­na­le, a cui è se­gui­to, poco dopo, un non voto sul com­mis­sa­ria­men­to del Pd ro­ma­no. «Il mio dis­sen­so – ri­co­no­sce la Mar­tel­li – è ri­ma­sto trop­po ma­sche­ra­to, ma – as­si­cu­ra – mi sono bat­tu­ta per cam­bia­re le cose». Il ma­les­se­re è via via au­men­ta­to sino ad ar­ri­va­re a non con­di­vi­de­re altri due pas­sag­gi: Il nuovo as­set­to della Rai, «che ha con­cen­tra­to il ser­vi­zio pub­bli­co nelle mani d i pochi» e il li­mi­te del con­tan­te por­ta­to a 3mila euro «quan­do nelle pri­ma­rie del 2012 un punto car­di­ne del pro­gram­ma di Renzi era l’ab­bas­sa­men­to della quota per com­bat­te­re la cor­ru­zio­ne». Ep­pu­re, lei in Mat­teo aveva cre­du­to en­tu­sia­sti­ca­men­te fin dalla prima Leo­pol­da: «La sua rot­ta­ma­zio­ne era quel­la che avreb­be do­vu­to cam­bia­re le cose e in­ve­ce la rot­ta­ma­zio­ne non è stata fatta e nulla è cam­bia­to. A quel punto, o io so­ste­ne­vo an­co­ra l’im­po­sta­zio­ne po­li­ti­ca ren­zia­na op­pu­re la­scia­vo il Pd». Ri­ve­la che la scel­ta di an­dar­se­ne non è stata fa­ci­le: «Dopo la mia de­ci­sio­ne uno dei mas­si­mi ver­ti­ci del par­ti­to (di cui non ha ri­ve­la­to il nome, ndr.) mi te­le­fo­nò per chie­der­mi se avevo dei dubbi sul pro­get­to di Renzi. Ri­ma­si ti­tu­ban­te, non sa­pe­vo cosa dire; ma poi con il pas­sa­re dei gior­ni ho ca­pi­to che non c’e­ra­no più le con­di­zio­ni pe re­sta­re. Mi sono sen­ti­ta tra­di­ta dal­l’im­po­sta­zio­ne po­li­ti­ca data al Pd negli ul­ti­mi mesi». E chia­ri­sce: «Come re­ci­ta la Co­sti­tu­zio­ne rap­pre­sen­to il Paese, quin­di, non mi di­met­te­rò da par­la­men­ta­re, se do­ves­si farlo do­vreb­be­ro se­guir­mi in molti. A par­ti­re dal se­gre­ta­rio cit­ta­di­no del Pd Mu­ra­ri che, nel 2010, quan­do era da un’al­tra parte, fece per­de­re le ele­zio­ni al Pd di Man­to­va. Io con­ti­nue­rò la mia at­ti­vi­tà po­li­ti­ca – pro­met­te – anche se an­co­ra non so dove. Por­te­rò avan­ti le istan­ze del ter­ri­to­rio, so che è dif­fi­ci­le ma lo farò. Al ter­mi­ne del mio tour tra iscrit­ti e non, a fine feb­bra­io por­te­rò qui una pro­po­sta di pro­get­to po­li­ti­co». (Sandro ​Mortari)

 

Fonte: La Gazzetta di Mantova

Corri ragazza! Incontriamoci per cambiare

22 dic

MARATHONboston_1

Negli anni ‘60 le donne non erano ammesse a partecipare alle maratone perché giudicate inadatte a correre lunghe distanze, quindi – anche se può sembrare assurdo – non era permesso loro di iscriversi.

Kathrine Switzer non la pensava così. Partecipò alla Boston Marathon scatenando un autentico putiferio: una battaglia di spintoni. Kathrine arrivò al traguardo e fu la prima donna che corse la Bosthon Marathon in 4 ore e 20 minuti. Fatti che sono passati alla storia perché rovesciarono la tradizione maschilista di questo evento e del mondo sportivo in generale.

Ognuna di noi tenta di rovesciare la cultura maschilista con le storie minute di tutti i giorni. È per questo che ho pensato di incontravi, per trasformare la mia storia minuta in testimonianza perché la politica è impegno civile e si scrive nelle pagine di tutti i giorni… “nessun giorno è sbagliato per cambiare”. Il mio “non ci sto” apparentemente debole ha aperto una riflessione personale profonda che sono pronta a condividere insieme alla scelta di abbandonare il Partito Democratico, perchè questo Paese non cambierà se non saprà riconoscere che questo è il tempo delle donne con la loro storia e la loro dignità, che è il tempo dell’alterità e non dell’omologazione, è il tempo del dialogo aperto e non del confronto da copertina, è il tempo del riconoscere le differenze e non umiliarle.

Noi donne conosciamo la passione autentica, e per questo il mio impegno continuerà e si rinnoverà proprio nell’incontro con l’altra e l’altro e non nella negoziazione utilitaristica, ma per la centralità politica che oggi riveste l’intervento pubblico rispetto a gruppi sociali che rivendicano diritti e pari opportunità e verso i quali abbiamo l’obbligo di riconoscerli e promuoverli attraverso la predisposizione di sistemi di intervento che vadano nella direzione del rispetto dei diritti umani.

Un incontro che metterà al centro le 3 parole chiave che stanno guidando la mia riflessione:

ROTTAMAZIONE – idee , metodi e comportamenti

DIRITTI – economia, riconoscimento, tutele e legami

PARTITO – consenso e egemonia culturale

 

Le date che vi propongo:

27 dicembre 2015 – Monzambano per la zone Alto Mantovano e Asolano, Sala Civica, ore 15:00

28 dicembre 2015 – Viadana per la zone Viadanese, Marcaria e dintorni – ore 15:00 – sede da definire

29 dicembre 2015 – Moglia per la zona Basso Mantovano compreso oltre Po – ore 16:00 – Circolo PD di Moglia

2 gennaio 2016 – Curtatone per la Città di Mantova e Hinterland – ore 18:00 - sede da definire

11 gennaio 2016 – Assemblea Provinciale PD – ore 21:00 – sede PD di via A. da Schinevoglia

 

Gli incontri, compresa l’Assemblea Provinciale, sono aperti tutte le donne e gli uomini che si riconoscono nella politica progressista e di centrosinistra ed hanno lo scopo di supportare la mia scelta attraverso la vostra esperienza, cultura, idee e proposte. Grazie per la vostra partecipazione,

Giovanna