Archive | febbraio, 2016

No agli stereotipi sulle donne, almeno l’8 marzo

27 feb

8 marzo, Martelli (Si) a Franceschini: Mibact lavori per rendere evidente ruolo donne nella storia (ilVelino/AGV NEWS) Roma, 27 FEB

“Caro Franceschini le donne non hanno bisogno di andare gratis al museo nella giornata internazionale a loro dedicata. Invece di cadere in questi facili stereotipi e’ necessario che il Mibac lavori perche’ dall’ 8 marzo in poi nei musei italiani si renda evidente la funzione che le donne hanno avuto nella storia, nell’arte, nella scienza e di quanto hanno contribuito all’umanita’”. Lo afferma la deputata di Sinistra Italiana Giovanna Martelli, gia’ consigliera per le pari opportunita’ del governo, commentando l’iniziativa del Mibac per la giornata internazionale della donna. “Ricordo al ministro Franceschini - prosegue la deputata di Sinistra Italiana -, che la Festa della donna ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo. Le donne, continua Martelli, non sono una categoria da proteggere, o una categoria svantaggiata. Le donne sono la società. E hanno contribuito a pari titolo degli uomini alla storia del mondo. Il ministro dovrebbe lavorare per valorizzare il loro ruolo e non per celebrarle solo l’8 marzo”, conclude Giovanna Martelli.

TRA IL DIRE E IL FARE…

25 feb

L’impegno della politica contro la tratta di esseri umani tra teoria e pratiche

Roma, venerdì 26 febbraio, dalle ore 11 alle ore 14

Sala del Refettorio

Palazzo San Macuto – via del Seminario, 76

Intervengono:
On. Eleonora Bechis, On. Paolo Beni, On. Micaela Campana, On. Donella Mattesini, On. Giovanna Martelli, On. Alessia Petraglia

e, come ospiti informati sui fatti:
Paola Degani (Centro per i diritti Umani Ateneo di Padova), Maria Grazia Giammarinaro (relatrice speciale UN sul traffico di persone), On. Livia Turco (Responsabile del Forum immigrazione del Pd), Milli Virgilio (Università di Bologna).

L’incontro sarà aperto da una relazione introduttiva a cura della Piattaforma Nazionale Antitratta

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La Piattaforma Nazionale Antitratta, rete a cui aderiscono circa sessanta enti, del privato sociale e del pubblico, organizza “Tra il dire il fare… L’impegno della politica contro la tratta di esseri umani tra teoria e pratiche”, un incontro aperto con i Parlamentari e i rappresentanti della stampa per raccontare i risultati ottenuti con i progetti che da oltre 15 anni sono all’opera in tutto il Paese per contrastare il fenomeno della tratta e per tutelare e promuovere i diritti delle persone che ne sono vittime.

I numeri di questi risultati sono impressionanti:
37.000 le persone che sono state sottratte ai trafficanti grazie ai progetti anti tratta. Secondo la stima della Direzione Nazionale Antimafia per ogni vittima sottratta al traffico significa anche togliere alle organizzazioni criminali che lo gestiscono circa 40.000 euro anno. Quindi, oltre ad aiutare 37mila persone ad emanciparsi e in molti casi a denunciare i loro sfruttatori, il lavoro dei progetti ha consentito di sottrarre ai trafficanti circa 1.480.000.000 euro.

Il racconto proverà a declinare tali esiti su tre diversi piani: quello dei diritti, quello economico e quello della costruzione di benessere e sicurezza collettivo.

L’intento è quello di proporre ai Parlamentari presenti una piattaforma di impegni concreti finalizzati ad implementare e a stabilizzare il Sistema Nazionale Antitratta, anche a partire dal reperimento di risorse economiche adeguate a sostenerlo.

Dalla Legge di Stabilità, appena approvata non è arrivato un bel segnale. Infatti, il fondo aggiuntivo a sostegno del Piano Anti-tratta, proposto con un emendamento per 9 milioni l’anno per un periodo di tre anni è stato fortemente ridimensionato a 3 milioni l’anno. Un taglio di 6 milioni di euro che rischia di rendere già debole in partenza, soprattutto in termini di continuità e stabilizzazione, il Piano Nazionale Antitratta ora finalmente in fase di approvazione.
Ricordiamo in un contesto di forte ritardo che se dovesse continuare rischia di far chiudere molti dei progetti che ogni giorno contrastano il traffico a partire dalla tutela e promozione dei diritti delle vittime, sprecando esperienze e azioni concrete che in questi anni si sono realizzate.
Un disinvestimento che colpisce soprattutto dal punto di vista simbolico e che segnala anche una mancanza di lungimiranza sul terreno del contrasto alla criminalità così come testimoniato dai risultati fin qui ottenuti.

Con l’incontro la Piattaforma nazionale Anti-tratta, chiederà ai parlamentari presenti un supporto per ricostruire un legame di senso e prospettiva chiaro e stabilenel tempo con il Parlamento e con il Governo mirato alla costruzione di una strategia nazionale comune e condivisa tra “chi decide” e “chi fa” che dia forza e slancio al Piano nazionale Antitratta in questi giorni in via di approvazione

A questo link il testo dell’interpellanza parlamentare presentata dall’On.
Martelli sull’impegno del Governo nella lotta alla tratta

http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/171790

Conferenza stampa proposta di legge riconoscimento Rom e Sinti – 23 febbraio 2016

24 feb

Rom e Sinti: una legge per l’integrazione

23 feb

Presentazione della proposta di legge per l’integrazione delle comunità Rom e Sinti nella cittadinanza europea
Roma, martedì 23 febbraio, ore 14:30
Sala Stampa
Camera dei Deputati – via della missione, 4
Intervengono:
On. Giovanna Martelli, On. Milena Santerini, On. Gianni Melilla, Giovanni Russo Spena, On. Marco Carra, Dijana Pavlovic, Marco Furfaro (SEL), Sally Kane (CGIL), Angela Scalzo (UIL)
In questa fase storica di transizione e di mutamento identitario, il riconoscimento pieno delle minoranze costituisce un tassello importante per la costruzione di una nuova cittadinanza europea che supera, nel contrasto alle discriminazioni, il paradigma assistenziale e apre la strada alla capacitazione individuale e delle comunità. Questo si legge nella proposta di legge di cui l’On. Giovanna Martelli si è fatta promotrice.
La proposta di legge, che è mutuata interamente dalla proposta di iniziativa popolare, vuole realizzare anche per Rom e Sinti il diritto al riconoscimento di minoranza storico-linguistica nel rispetto degli articoli 3 e 6 della Costituzione. Essa prevede: la specifica tutela del patrimonio linguistico-culturale della minoranze Rom e Sinti, con istituti analoghi a quelli previsti dalla legge n. 482/1999 per tutte le altre minoranze; l’incentivo e la tutela delle associazioni composte da Rom e Sinti, conforme alla libertà di associazione prevista dall’articolo 18 della Costituzione per favorire la partecipazione attiva e propositiva alla vita sociale, culturale e politica del Paese; il diritto di vivere nella condizione liberamente scelta di sedentarietà o di itineranza, il diritto di abitare in alloggi secondo una pluralità di scelte secondo le norme della Convenzione-quadro per la tutela delle minoranze nazionali di Strasburgo del’1 febbraio 1995, le raccomandazioni del Consiglio d’Europa, dell’OCSE e della Commissione europea e la Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti; norme che sanzionino le discriminazioni fondate sull’appartenenza a una minoranza linguistica in attuazione del principio costituzionale di eguaglianza senza distinzione di lingua e di razza.

La Martelli aderisce a Si. «Devo tornare alle radici»

22 feb

La deputata dopo aver lasciato i democratici passa al gruppo di Sinistra Italiana. Ma Gaddi la attacca: «È una renziana, cerca solo lo spazio che il Pd non le dà più»

Giovanna Martelli
Giovanna Martelli

MANTOVA. Non mancano esponenti mantovani all’assemblea costituiva di Sinistra italiana. C’è la delegazione di Sel, c’è Matteo Gaddi (membro della direzione nazionale di Sel e tra i relatori ufficiali al tavolo di discussione dedicato ai problemi del lavoro) e, sorpresa, c’è anche la parlamentare ex demGiovanna Martelli.

Non c’è dubbio che l’intervento della deputata nella giornata conclusiva della tre giorni romana del nuovo soggetto politico di sinistra, faccia notizia nell’ambito politico mantovano. Già vice presidente della Provincia, tra le prime ad aver appoggiato all’interno del Pd la linea renziana (la ricordiamo sul palco del Bibiena alla prima visita mantovana di Renzi, allora soltanto sindaco di Firenze in corsa per diventare segretario del Pd) , la Martelli aveva lasciato il Pd pochi mesi fa entrando nel gruppo misto.

«Ho aderito a Sinistra Italiana – ci spiega – e martedì siederò nel loro gruppo». La Martelli ha preso la parola nel corso della convention, spiegando il perché della scelta.

«Anch’io oggi ho scelto di essere qui – ha detto – In questi giorni parlando con una cara amica della scelta di essere con voi oggi lei mi ha detto: “Giovanna….torni a essere radicale ….. Perché?” Perché, ho detto, per andare avanti e crescere credo che si debba tornare alle radici…..l’intima essenza di tutte le cose. Per me la politica è sempre stata questo: “intimità…..emozioni….essenza….vivere pienamente le cose di tutti i giorni e provare a farle diventare le conquiste di tutti».

L’adesione della Martelli ha peraltro sollevato la dura rimostranza di Gaddi (già di Sinistra lavoro e prima ancora di Rifondazione comunista): «La Martelli con la sinistra non ha nulla che fare. È stata una renziana doc e in Parlamento ha votato a favore di tutti i provvedimenti governativi che la sinistra ha criticato e contestato. Il suo posizionamento con Sinistra italiana dipende solo dalla circostanza che nel Pd, per lei, non c’era più spazio».

Eppure queste diverse anime dovranno incontrarsi e lavorare assieme già da giovedì, quando si riunirà il comitato promotore mantovano. A Roma anche una delegazione di Sel (Toni Bondioli, Franco Tiana, Elena Magri, Matteo Bassoli, Enzo Cartapati, Nadia Albertoni, Maurizio Sali). «Una tre giorni straordinaria – dice una nota – nei giorni 2-3-4 dicembre si riunirà nel congresso che ne sancirà la nascita. In questi mesi sarà avviata l’adesione e la costituzione dei comitati di Sinistra Italiana. Già da lunedì Sel di Mantova comincerà il cammino di adesione che sarà l’ultimo atto prima dello scioglimento definitivo che avverrà prima del congresso di dicembre di Si». (nico)

Fonte: La Gazzetta di Mantova 

 

La politica dell’ascolto e del valore umano è Cosmopolitica

22 feb

Anche io oggi ho scelto di essere qui. In questi giorni parlando con una cara amica della scelta di essere con voi oggi lei mi ha detto: “Giovanna, torni ad essere radicale?” Sì, ho risposto, per andare avanti e crescere credo che si debba tornare alle radici.

Il mio lavoro mi ha dato la possibilità di incrociare storie a volte difficili e dolorose ma che mi hanno arricchito e mi hanno fatto capire di più della vita e di me stessa. Della mia storia non rinnego nulla, l’ho sempre vissuta con la convinzione che – come racconta la bella favola africana del colibrì – devo portare gocce di acqua ad un progetto comune e più grande, che mi somigli.

Sono piena di contraddizioni e lo sarò sempre, immagino e spero, perché le contraddizioni sono domande che la vita ci fa. Ho cercato sempre di essere coerente. Avere delle possibilità, anche nella complessità, regala sempre delle cose e a me ha dato la possibilità di avvicinarmi al mondo delle donne. Per me è stato un impegno nuovo, l’interesse per le donne non era mai stato un tema esclusivo nel mio lavoro. Per me è stata una scoperta e una grande opportunità. Guardare il mondo da un punto di vista nuovo fa scoprire nuove cose, apre prospettive insospettabili.

Se guardiamo il mondo con occhi di donna vediamo la nostra società pericolosamente priva di equilibrio. Non voglio parlare qui di giustizia o di altri ideali, voglio parlare di equilibrio, concetto aureo che dovrebbe racchiudere tutti gli ideali di una buona politica. Nella nostra società non c’è equilibrio tra uomo e donna, non c’è equilibrio tra ricchi e poveri, tra vecchi e giovani, tra mercato e diritti. Ad annullare questi disequilibri una buona politica dovrebbe dedicare la sua attenzione.

Proprio ieri è arrivata la notizia che il calo delle nascite in Italia ha toccato i minimi storici. Oggi questo dato non è per me un numero inerte, generico. Fare un figlio in questo Paese sta diventando sempre più difficile, un paese in crisi che non cura i servizi per l’infanzia e per i vecchi è un paese condannato. Questo dato, il calo delle nascite, è il giudizio delle donne su questa società. Le donne pensano e in questo modo dicono che questa società non accoglie più, non garantisce più, non cura più. Le donne curano l’umanità da quando esiste e hanno così acquistato delle grandi competenze.

Oggi io so che dall’ascolto, dall’incontro tra emozione e ragione, attenzione dall’incontro non dalla mediazione, nasce e cresce la capacità di fare veramente politica.

La Storia non ė neutra e la storia finora governata da criteri tutti maschili ci consegna un mondo pericolosamente squilibrato nella convivenza, nella guerra, nello sfruttamento delle materie prime, nella supremazia assoluta del mercato sull’uomo, nella cultura dello scarto.

Ė ora di cambiare. Le donne non sono da includere e da proteggere, sono da ascoltare. Sono società. E la libertà che hanno saputo conquistare per se stesse fa cambiare loro posizione, non le mette più di fianco agli uomini ma di fronte, di fronte gli uni alle altre per pensare, decidere e fare cose buone per questo mondo comune.

Ma ora mi rivolgo alle donne che sono qui. Saremo capaci di mantenere la nostra testa di donne? Saremo capaci di far parlare la nostra esperienza del mondo, un mondo che, diciamocelo, non ci ha accolto al meglio e che a tutt’oggi ci promette poco? Dovremo esserne capaci per una società migliore per tutti. Fuori dal pensiero unico maschile, non più subalterne a stili, comportamenti e costumi che ci rendono assenti anche se presenti nella scena della politica.

E poi basta dire “il futuro è dei giovani”. Certo che il futuro è dei giovani che lo si voglia o no ma è una grande ovvietà. Basta con questa retorica vuota. Siamo tutti insieme il presente: uomini, donne, bambini, vecchi. E le ragazze e i ragazzi devono avere tutte e tutti la possibilità di un “oggi professionale” solido, anche da condividere e scambiare nel mondo con esperienze e culture altre, da far crescere con investimenti nella formazione. Su questo si deve fondare la nostra idea di Paese, non una visione che concede diritti e opportunità a “geometrie variabili “.

La Democrazia non è mai perfetta e conclusa, è straordinariamente creativa e il tempo farà la sua parte. Noi dobbiamo fare la nostra. Abbiamo tante sfide da raccogliere e da vincere. Una buona società è quella che permette a ciascuno di dare il meglio di sé fare emergere il valore che ognuno porta in sé, la parte migliore di ciascuno. Scartiamo l’idea prometeica di cambiare l’umanità, di renderla migliore, il meglio è già in ciascuno di noi. La buona politica è quella capace di tirarlo fuori e di farlo agire.

Inauguriamo insieme una politica dell’ascolto, è cosa nuova e difficile, lo so, ma non perdiamo questa occasione.

 

Questo articolo è uscito per il blog dell’Huffington Post 

Sosteniamo e diffondiamo l’appello per Giulio Regeni

18 feb

giulio-regeni-e-il-silenzio-assordante-di-coetanei-e-intellettuali-orig_mainSosteniamo e diffondiamo l’appello che è partito dalla comunità accademica dell’Università Milano-Bicocca rivolto alle autorità italiane, europee ed egiziane per fare chiarezza sulla tragica uccisione di Giulio Regeni, affinché la morte di questo giovane ricercatore possa far partire una riflessione seria e una presa di posizione coerente e coraggiosa da parte di tutte le autorità nazionali e internazionali in difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Appello per Giulio Regeni

La morte di Giulio Regeni – sottoposto a giorni di tortura e brutalmente assassinato – ci sconvolge come persone e come membri della comunità scientifica.Siamo vicini al dolore della famiglia di Giulio e agli amici che l’hanno amato: la sua perdita sarà difficilmente colmabile.

Giulio Regeni, dottorando presso l’Università di Cambridge, stava svolgendo al Cairo una tesi sui sindacati indipendenti in Egitto e sembra che sia stato ucciso proprio per il suo meticoloso lavoro di ricercatore. Tale tragico esito colpisce in particolare giovani ricercatori e ricercatrici, dottorandi, assegnisti e borsisti, che non possono che identificarsi con Giulio.

Giulio svolgeva la sua ricerca con passione, coraggio e grande competenza. Con gli articoli che pubblicava, teneva fede a uno dei capisaldi della ricerca: quello di rendere pubblica e fruibile la conoscenza. Il suo era un impegno non solo accademico, bensì civile. Come Giulio, tanti altri giovani dottorandi e ricercatori nel mondo affrontano rischi per amore della conoscenza, assumendo un importante impegno politico e civile che rimane spesso senza un adeguato sostegno da parte delle istituzioni.

La morte di Giulio in Egitto, così come gli arresti di docenti universitari in Turchia, ma anche le difficoltà che affrontano i ricercatori in paesi invasi da violenza e corruzione come in Messico, mostrano come la libertà accademica, oggi come ieri, continui a spaventare il potere e i regimi autoritari.

Come studiosi dobbiamo, invece, impegnarci a non aver paura della verità, ad ampliare i nostri orizzonti di vita, ad approfondire ambiti di studio anche se scomodi, ad occuparci del presente che sfida costantemente paradigmi consolidati e che ci obbliga a conoscere, a verificare da vicino, a problematizzare ogni aspetto dell’esistenza per tentare di comprendere il reale. Dobbiamo impegnarci a sostenere con il nostro lavoro di ricerca chi lotta per la pace, la giustizia e l’uguaglianza, ovvero aiutare chi, come in Egitto ma anche nei paesi occidentali, viene regolarmente attaccato per le sue idee e per il suo attivismo.

Auspichiamo pertanto che:

· il Governo italiano mantenga la sua promessa, affinché le autorità egiziane facciano chiarezza sulle circostanze che hanno determinato la morte di Giulio, attraverso un’indagine indipendente e imparziale, al di là di ogni ragion di Stato, della preservazione di relazioni internazionali o della promozione di interessi economici;

· il Presidente egiziano al-Sisi non si sottragga agli obblighi di giustizia, affinché un efferato delitto venga punito;

· l’Unione Europea, come Parlamento e Commissione, continui a porre al centro delle sue attività la difesa dei diritti umani, a partire dalla libertà di parola, espressione, movimento e associazione;

· le Nazioni Unite, attraverso gli organismi preposti, facciano luce su torture e sparizioni forzate di attivisti e ricercatori, denunciate non solo in Egitto, bensì anche in altri Paesi;

· la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, unitamente alle istituzioni scientifiche internazionali, si impegni tanto a garantire le condizioni necessarie perché la libertà di pensiero e di espressione continui ad essere garantita, quanto a riconoscere e proteggere il lavoro di ricercatori, perlopiù giovani e precari.

Colleghi, personale e studenti dell’Università di Milano-Bicocca e di altri atenei, e chiunque ne condivida i contenuti, possono sottoscrivere il presente appello utilizzando il form sottostante.

Come comunità accademica chiediamo quindi che la morte di Giulio non sia accaduta invano.

Dottorandi, assegnisti, ricercatori e docenti del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca.

Primi firmatari dell’appello:

Roberta Marzorati
Anna Casaglia
Valeria Verdolini
Giorgia Serughetti
Annalisa Dordoni
Paolo Borghi
Loris Caruso
Marianna d’Ovidio
Daniela Cherubini
Carlotta Mozzana
Mariagrazia Gambardella
Chiara Giubilaro
Michela Semprebon
Marina Micheli
Marina Calloni
Tatjana Sekulic
Carmen Leccardi
Giampaolo Nuvolati

 

Link diretto per firmare https://docs.google.com/forms/d/1APHcrJpopBoE3X8hVUOx7Enk8VvDKhDaFF96MIPj_WI/viewform?c=0&w=1

“Togliere dal Disegno di Legge Povertà ogni riferimento alla previdenza”

16 feb

“Si deve togliere dal Disegno di Legge Povertà qualsiasi riferimento alla Previdenza”, così l’On. Giovanna Martelli sul disegno di legge per il contrasto alla povertà. “Fuor di polemica non vi ė alcuna motivazione di merito per inserire in un testo che prevede il contrasto alle povertà la razionalizzazione delle prestazioni previdenziali: pertanto emenderò il testo per togliere qualsiasi riferimento alla previdenza. L’introduzione dell’ISEE in materia di previdenza”, prosegue Martelli, “non ha alcun senso perché non si tratta di una prestazione sociale agevolata ma di una prestazione già pagata dal beneficiario, in più le quote di reversibilità sono già distinte in base a quanto si percepisce. È una misura inaccettabile”, conclude Martelli, ” che crea ingiustizia sociale, cittadine e cittadini di serie A e B, e indebolisce le battaglie sui diritti civili che si stanno faticosamente portando avanti”.

Oggi è la giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato, aberrazione umana frutto della fame e della povertà

12 feb

La fame e la povertà sono il motore di tutte le aberrazioni umane”, così l’On. Giovanna Martelli in occasione della Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato che si celebra oggi in tutto il mondo. “Le diseguaglianze profonde, la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e lo sfruttamento senza limiti della terra”, continua Martelli,” sono le cause di un fenomeno che a tutt’oggi si stima coinvolga 250mila minori”. La Giornata si celebra oggi per ricordare il 12 febbraio 2002 in cui entrò in vigore il Protocollo opzionale alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, riguardante l’uso dei minori nei conflitti armati. Nonostante questo negli ultimi anni, l’intensificarsi e l’inasprirsi dei conflitti nel mondo hanno esposto i bambini ad una incredibile violenza: vittime di abusi, rapimenti, torture, mutilazioni, vengono assoldati e indottrinati per uccidere. “La responsabilità maggiore”, conclude Martelli, “è di chi a fronte della sistematica violazione dei diritti dell’infanzia, continua a vendere armi e fare affari con i Paesi che non riconoscono alcuna forma di umanità”. 

Seminario “Politica e cultura”: intervento di apertura

6 feb

Intervento di apertura al seminario “Politica e cultura”, organizzato in occasione dei 60 anni dalla pubblicazione del volume omonimo di Norberto Bobbio – Roma, 5 febbraio 2016

Il seminario “Politica e Cultura”, organizzato da Historia Magistra (la rivista di storia critica diretta dal prof. Angelo d’Orsi, ideatore dell’incontro) e dall’Istituto Luigi Sturzo, (presieduto dal prof. Nicola Antonetti), ha stimolato una riflessione a più voci, tra giovani studiosi, intellettuali di fama e rappresentanti della classe politica, sul legame tra questi due ambiti: un nesso da taluni viene giudicato in termini negativi, in nome di una separatezza della cultura rispetto alla politica e da altri, al contrario, rivendicato come necessario o addirittura ineludibile.