Archive | aprile, 2016

Sembra impossibile, finché non viene fatto: seminario sulle persone migranti, martedì 3 maggio a Roma

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seminario SEMBRA IMPOSSIBILE, FINCHÉ NON VIENE FATTO

Una nuova visione sui migranti
martedì 3 maggio

ore 10-13

Casa Internazionale delle Donne

sala Tosi

via della Lungara, 19

Roma 

#relazionimigranti
“Quel fiume di umanità sembrava un esodo biblico. L’effetto delle migrazioni si sentirà per decenni”, ha detto Ponomarov, uno dei fotografi che ha realizzato l’intenso servizio sui migranti che, recentemente, ha valso il Pulitzer 2016 al New York Times.

Stiamo assistendo – spesso troppo passivamente – a un fenomeno epocale che ci mette con le spalle al muro: ci interroga sul nostro essere umani e ci fa riflettere su quanto possiamo fare per continuare ad esserlo.

Il seminario “SEMBRA IMPOSSIBILE, FINCHÉ NON VIENE FATTO” vuole individuare un approccio politico e programmatico ma anche profondamente umano all’emergenza.

Lo spunto iniziale prende il via da un dato estremamente oggettivo e in particolare dall’analisi dei dati che OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) utilizza per realizzare mappe e infografiche sulle rotte dei migranti che vengono costantemente aggiornate. Da qui si intende approfondire il tema delle rotte, la composizione dei flussi e la valutazione del sommerso. Focalizzando un’intera sessione del seminario sul fenomeno della tratta e dello sfruttamento dei minori. 

Avvalendosi dei dati a loro disposizione i relatori restituiscono attraverso le loro esperienze personali una foto della situazione attuale per cominciare a ragionare sull’immediato futuro. 

Cosa possiamo immaginare e poi realizzare per fare fronte a questi avvenimenti?

Ci vuole una nuova visione che tenga conto dei singoli progetti migratori  e che sia in grado di sviluppare un sistema di soluzioni ma, anche e soprattutto, di relazioni. Bisogna sapere riconoscere la complessità, evitando letture grossolane del fenomeno. Lavorare in modo integrato tra i sistemi ed evitare lo spreco economico – e non solo – delle scelte emergenziali. Dunque è urgente e necessario individuare azioni e politiche pubbliche di inclusione che non solo contengano il fenomeno della migrazione ma che, agendo a lungo termine, lo governino. 

Ore 10 saluti e presentazione dell’iniziativa 
Ore 10:30 – 11:30 prima sessione generale sul tema dei flussi migratori

Ore 11:30 – 12:30 seconda sessione sui fenomeni di sfruttamento e tratta dei minori 

Intervengono
Augusta Angelucci, psicologa esperta salute riproduttiva donne italiane e migranti presso San Camillo, Stefania Congia, dirigente del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Federica Dolente, ricercatrice cooperativa sociale Parsec, Sally Kane, responsabile del dipartimento politiche dell’immigrazione della Cgil nazionale, Giovanna Martelli, deputata Sinistra Italiana, Francesca Nicodemi, asylum and trafficking expert UNHCR, Fosca Nomis, capo divisione advocacy Save the Children Italia, Alessandro Padovani, direttore tecnico opera Don Calabria, Daniela Recchia, responsabile Casa Felix-Roma, Federico Soda, direttore dell’ufficio di coordinazione per il Mediterraneo dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim)
modera Andrea Morniroli, cooperativa sociale Dedalus 
Conclusioni
Giovanna Martelli 

Mai più bambini abbandonati: ci vogliono maggiori investimenti nella scuola e nelle politiche per l’infanzia

29 apr

La notizia che la morte della piccola Fortuna Loffredo è legata ad una rete di pedofili, uccisa perché non ha voluto essere abusata per l’ennesima volta, ci lascia attoniti. Quella di Caivano è una storia non degna di un Paese civile che viene a galla per il coraggio dei bambini che si ribellano alla violenza nel silenzio assordante degli adulti.

Questa storia ci dice che è necessario un investimento forte nelle politiche per l’infanzia e un rafforzamento dei servizi pubblici soprattutto nelle aree di maggiore vulnerabilità come Caivano dove da anni la Preside coraggio Eugenia Canfora combatte una battaglia contro l’abbandono scolastico degli adolescenti che vivono in un ambiente di degrado e a forte rischio criminalità, conclude Martelli.

Il voucher è una crudele svalutazione del lavoro

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L’abuso dei voucher non è che l’ennesima conferma di quanto il Jobs Act svaluti con crudeltà il lavoro. Il Jobs Act di fatto ha fatto esplodere e consolidato il tema della precarieta. Questo processo si rivela per quello che è proprio sul dato dei voucher che vengono anche utilizzati per coprire il lavoro in nero e non valorizzano le competenze, non danno corpo alle attitudini e alla necessaria promozione del sé che rappresenta il lavoro. Di quale crescita parliamo se il voucher è anche l’alibi del sommerso dove più numerosi sono gli incidenti e le morti? E di quale crescita parliamo se viene utilizzato il voucher anche per il lavoro di cura e domestico che svolgono le donne, uno dei lavori più importanti e meno tutelati in un Paese come il nostro dove non si nasce più e la popolazione sta invecchiando? Se si continua a svalutare il lavoro questo Paese non crescerà

Fonte immagine: www.diversamenteoccupati.it

Un grazie per una nuova visione del futuro

19 apr

  
L’esito del referendum sulle trivelle è ormai noto a tutti. Con il mancato raggiungimento del quorum l’ambientalismo italiano ha perso un’importante battaglia anche se forse i risultati più sorprendenti si sono avuti fuori dalla cabina elettorale.
Prima negli appelli del Presidente Giorgio Napolitano e del Presidente del Consiglio per l’astensione dal voto, dopo, nello scherno fuori luogo nei confronti degli organizzatori e elettori e nella cinica attribuzione della vittoria a categorie di lavoratrici e lavoratori creando vincitori e vinti tra chi lavora e produce in questo Paese.

Al contrario io voglio approfittare di questo spazio per dire grazie alle elettrici e elettori che, nonostante gli appelli all’astensionismo, hanno capito l’importanza di esercitare il proprio diritto/dovere e sono andate e andati a votare.

Grazie a tutte le volontarie e i volontari che si sono impegnati per la buona riuscita del voto. Grazie alle compagne ed ai compagni, alle amiche e agli amici, alle cittadine e cittadini, ai movimenti e a tutti coloro che in questa campagna referendaria hanno speso il proprio tempo, le proprie forze, le proprie risorse per il lavoro comune e il sostegno a una battaglia per il presente e per un futuro migliore.

Grazie a chi ha diffuso le informazioni a fronte dell’oscuramento dei media, a chi pensato e realizzato iniziative sul territorio, attaccato i manifesti, distribuito i volantini, organizzato incontri. Ai giovani e ai meno giovani, alle donne e agli uomini, alle ragazze e ai ragazzi di tutti i luoghi d’Italia.

Grazie a tutti, perché malgrado la sconfitta il partito di coloro che combattono per l’ambiente è tornato a mobilitarsi e a chiedere risposte e soluzioni chiare.

Coloro che hanno votato si, e sono tantissimi, hanno espresso chiaramente un’idea di sviluppo che afferma il valore dell’ambiente e che sostiene un’idea nuova di Paese.

Una visione di società che non deve disperdersi ma che va coltivata con grande cura e considerazione.

Continuiamo a crederci. Grazie!

Oggi a Roma: mai così tante donne in Parlamento e mai così silente la differenza sessuale come differenza politica

13 apr

  

Milagro Sala deve difendersi da cittadina libera

12 apr

Milagro Sala deve difendersi da cittadina libera

Giovanna Martelli in una recente manifestazione (Foto di Ufficio Stampa Martelli)

Giovanna Martelli, deputata, è stata tra le prime persone in Italia a mobilitarsi per Milagro Sala, la leader dela Tupac Amaru imprigionata da gennaio a Jujuy (Argentina) con accuse pretestuose. Un caso che Pressenza segue dall’inizio.

Giovanna, da dove deriva questo tuo impegno a favore di Milagro?

Appena ho saputo dell’arresto di Milagro ho immediatamente pensato che dovesse essere liberata. Qualunque cosa possa aver fatto il suo diritto, come cittadina, come donna, come militante sociale e come deputata del ParlaSur, è quello di essere libera e nelle piene facoltà per potersi difendere.

In seguito mi sto rendendo conto che la vittoria elettorale di una certa parte sta spingendo alcune persone di quella parte a credere che sia possibile fare cose che, da quelle parti, non si sono più viste da tempo. Così ho immediatamente lanciato un appello per la sua liberazione.

Potresti riassumere la vicenda e lo stato della situazione?
Milagro è accusata di reati squisitamente “politici” da una parte e di reati più “amministrativi” dall’altra. Ma l’entità degli uni (istigazione alla rivolta) e degli altri (malversazione di fondi) non prevede, in nessun Stato di Diritto, il mantenimento in carcere dell’imputato. La situazione attuale assomiglia, ogni giorno di più, a una parziale sospensione di uno Stato di Diritto e a una rivalsa di natura politica. Non lo dico solo io ma un’insieme di realtà, da Amnesty International al clero argentino. Questo non è accettabile ed è pericoloso.

Cosa ti preoccupa di più in questo momento?
Mi preoccupa il ruolo che l’Argentina possa prendere nel contesto latinoamericano.
L’Argentina è un grande paese e deve avere un ruolo in questa America Latina che sta affrontando grandi cambiamenti; cambiamenti come il processo di pace colombiano in corso  all’Avana; la crisi del governo brasiliano che non si può risolvere per via giudiziaria. L’Argentina ha avuto nel suo recente passato una sanguinosa dittatura e non vogliamo che quelle ombre del passato ritornino. Il Presidente Macri deve governare secondo le idee e le azioni che lui ritiene valide, avendo vinto le elezioni. Ma vincere le elezioni non significa aver diritto di fare qualunque cosa e, meno che mai, di mettere in galera gli oppositori politici.

La sensazione è che la nostra azione, ragionevole ed accurata, si scontri con un muro di gomma di indifferenza ed arroganza: che cosa possiamo tentare ancora?
I muri di gomma non ci spaventano. I muri di gomma rivelano una profonda debolezza da parte di chi li innalza. Vorrei sottolineare la grande calma e compostezza che i militanti della Tupac Amaru hanno dimostrato, insieme a tutti coloro che stanno protestando per le strade di tutta l’Argentina per gli arresti, i licenziamenti, i tagli che il governo sta mettendo in atto.
La nonviolenza è la mia risposta, la nostra risposta. Qua in Italia abbiamo creato un comitato informale di appoggio alla causa di Milagro; si tratta di un comitato composto da persone molto diverse ma unite nella lotta per la giustizia e la verità: per Milagro Sala e per molte altre situazioni che hanno bisogno, in tutto il mondo, di verità e giustizia. In concreto io cerco di appoggiare, per quel che posso, tutte le iniziative di questo comitato e, in particolare  in questo momento, sto cercando di far proiettare il documentario “Algo está cambiando” girato da Magalí Buj e Federico Palumbo sulla realtà della Tupac Amaru in una sede istituzionale il prima possibile. Anche perché credo che alla grande disinformazione su quella realtà sia opportuno rispondere con informazione e documentazione. La verità trionfa sempre sulla menzogna.

di Olivier Turquet

L’intervista è tratta da www.pressenza.com

Interruzione di gravidanza: rispettare le donne e la legge

11 apr

  
Smontare l’ottimismo di facciata e rispettare davvero le donne prima e le leggi poi. Questo è quello che dobbiamo fare”, così la parlamentare di Sinistra Italiana, Giovanna Martelli alla luce del parere del Consiglio d’europa che in Italia rileva discriminazionehe nei confronti dei medici non obiettori e non una difficoltà reale delle donne per accedere all’Ivg. “Ben ha fatto la CGIL”, continua Martelli, “a fare ricorso al Consiglio d’Europa su una questione così importante anche per smontare un certo ottimismo di facciata che ci riportavano i dati del Ministero della Salute. La realtà dei fatti, e le donne purtroppo lo sanno, è ben altra ed è ora che si metta fine alle discriminazioni e si rispetti finalmente la legge 194″.

In piazza a Milano con la CGIL per i diritti universali del lavoro 

9 apr



   Questa mattina è partita la raccolta di firme “È tua firmala!” per la Carta dei diritti universali del lavoro – nuovo statuto di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori. Insieme con Susanna Camusso e con i compagni della CGIL abbiamo dato il via alla campagna #sfidaXidiritti da piazza San Babila a Milano. Per firmare e informarsi sulla proposta di legge per la Carta e i tre quesiti referendari potete accedere al sito della CGIL.

Oggi è la Giornata internazionale dei Rom e Sinti: acceleriamo la rimozione delle discriminazioni

8 apr

rom-sintiIn Italia i Rom e i Sinti sono ancora discriminati. Per questo oggi che è la giornata internazionale dei Rom e dei Sinti è necessario chiedere con forza  al governo di questo Paese  un maggiore impegno. E’ necessario calendarizzare e approvare la proposta di legge di iniziativa popolare che si propone di realizzare il riconoscimento di Rom e Sinti nel rispetto degli articoli 3 e 6 della Costituzione.

Le comunità Rom e Sinti del nostro Paese vivono nella segregazione e nella discriminazione. In Italia, nonostante la “strategia nazionale d’inclusione”, si continuano a finanziare e a costruire nuovi ”campi rom”. Così facendo si  aiuta quel clima ostile e di intolleranza che è sotto gli occhi di tutti. E’ invece indispensabile aprire un confronto strutturale sulla situazione abitativa che superi la pratica degli sgomberi forzati. Non possiamo attendere oltre.

Versalis: l’audizione non chiarisce il futuro dei lavoratori 

6 apr

Dall’audizione oggi nelle commissioni attività produttive congiunte di Camera e di Senato dell’Amministratore Delegato di ENI, Claudio De Scalzi, emerge la volontà di procedere alla cessione reperendo un partner esterno per quanto riguarda VERSALIS.
Nel corso dell’audizione è emerso chiaramente che l’accordo con SK Capital non è stato ancora chiuso ed in caso di mancato accordo si valuterà di procedere sulla stessa linea individuando altri interlocutori.

Questa posizione espressa dall’ AD non chiarisce ancora una volta in che misura si vuole procedere alla cessione e non si sono affrontati gli aspetti legati al piano industriale ed al conseguente mantenimento dei livelli occupazionali.

Con l’audizione di oggi si rendono, di fatto, inefficaci gli impegni assunti dal Governo in sede di approvazione della risoluzione in Commissione Attività Produttive della Camera e riguardante l’investimento di ENI nella chimica.