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Basta speculare sulle adozioni

18 gen Corbis-42-30608623.600
Corbis-42-30608623.600Oggi ho chiesto al Presidente Gentiloni che si attivi per ascoltare e tutelare le famiglie, molte mantovane, che sono state truffate nel desiderio di adottare un bambino. Qui di seguito l’interrogazione che è stata condivisa dal alcuni colleghi del gruppo parlamentare di Sinistra Italiana.
Interrogazione a risposta orale
Presidente del Consiglio dei Ministri
Paolo Gentiloni
La Onlus “Enzo B”, fondata da Stefano Bernardi e Cristina Nespoli a Torino, è sotto indagine della magistratura perchè accusata di aver truffato numerose famiglie che hanno scelto l’adozione Internazionale come opportunità per soddisfare consapevolmente il proprio desiderio di genitorialità.
Premesso che:
- dal 2011 più di cento famiglie si sono rivolte alla onlus torinese per poter adottare bambine e bambini senza aver alcun esito rispetto alla loro istanza;
- ogni pratica è costata da un minimo di 3750 a oltre 10mila euro senza ricevere, di fatto, nessun servizio e senza mai concludere la procedura di adozione;
- solo nel 2013 l’ente ha fatto sapere che l’Etiopia aveva negato la possibilità di adottare bambine e bambini, accettando comunque istanze da parte delle famiglie fino al 2015;
- il comitato spontaneo “Family for children” si è costituito, al fine di sollecitare le istituzioni, per raccogliere le storie delle famiglie che sono state truffate, subendo un danno morale ed economico;
- le famiglie denunciano un sistema paludoso, dove le famiglie che desiderano avere un figlio adottivo sono costrette ad affidarsi ad intermediari senza scrupoli svincolati da ogni controllo.
Tenuto conto che non hanno ricevuto nessuna risposta nonostante abbiano scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, abbiano chiesto spiegazioni alla Commissione per le Adozioni Internazionali e abbiano promosso varie interpellanze parlamentari.
Per tutto quanto sopra esposto si interroga il Presidente del Consiglio per conoscere:
- in che misura la Commissione per le Adozioni Internazionali ha vigilato sull’operato della “Enzo B.” Onlus;
- quali azioni si intende intraprendere a tutela e risarcimento delle famiglie coinvolte.
Firme
Martelli, Galli, Melilla, Fassina, Duranti, Ricciatti, Nicchi e Placido.

Al fianco della comunità rom sgomberata da via Mirri

15 mag img_9315-1.jpg

Questa mattina sono intervenuta al presidio in via Mirri della comunità Rom che è stata sgomberata dalle proprie case senza un’alternativa abitativa. Più di 500 persone tra cui donne incinte, anziani malati e numerosi bambini che frequentavano le scuole della zona ora sono per strada e, al momento, le autorità interessate  non hanno fornito risposte. Come possono essere portate avanti azioni del genere evocando una legalità di facciata che, però, aggrava la situazione dell’ordine pubblico lasciando numerose famiglie senza un tetto e che – di fatto – infrange tutte le norme internazionali anti discriminazione e la tutela dei diritti umani? Tutto questo non succede nel terzo mondo ma nella capitale d’Italia che tra poco sceglierà il proprio sindaco. È mia intenzione continuare ad aiutare queste famiglie a ritrovare una casa e a interessare i responsabili e le autorità  a livello nazionale e internazionale e i media informandoli dell’ingiustizia che questa comunità sta subendo. 

La proposta di legge sulla sharing economy per un nuovo modello di sviluppo sostenibile

4 apr

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Ho sottoscritto la proposta di legge per favorire lo sviluppo della sharing economy che è stata presentata lo scorso 27 gennaio: un progetto equilibrato, frutto di più di un anno di lavoro da parte dell’intergruppo parlamentare sull’innovazione. 
La proposta di legge, di cui è prima firmataria Veronica Tentori, promuove e regola l’economia collaborativa, la cosiddetta sharing economy, che si propone come un nuovo modello economico e culturale, capace di promuovere forme di consumo consapevole che prediligono la razionalizzazione delle risorse basandosi sull’utilizzo e sullo scambio di beni e servizi piuttosto che sul loro acquisto, dunque sull’accesso piuttosto che sul possesso. Essa è chiamata anche economia della condivisione ed è fondata dunque su un valore radicato nelle nostre comunità sin dai tempi precedenti l’avvento delle nuove tecnologie: il digitale ha abilitato e diffuso questo fenomeno, ampliandone le potenzialità e l’accessibilità. L’impasse dei modelli economici tradizionali e la crisi occupazionale hanno creato condizioni ancora più favorevoli. per la diffusione di questo nuovo modello di consumo, che apre nuove opportunità di crescita, occupazione e imprenditorialità fondate su uno sviluppo sostenibile economicamente, socialmente e ambientalmente e che ha in sé un approccio volto alla partecipazione attiva dei cittadini e alla costruzione di comunità resilienti, ovvero in grado di rafforzare la propria capacità di influenzare il corso di un cambiamento facendovi fronte in maniera positiva.

Il testo della legge

A.C._3564

Le slide sintetiche

Presentazione Sharing

Qui è possibile partecipare alla consultazione pubblica sulla proposta di legge.

Carta dei Diritti Universali del Lavoro: una campagna da sostenere

2 apr

vol1.jpgPieno sostegno dalla deputata di Sinistra Italiana Giovanna Martelli, componente della commissione Lavoro, alla campagna lanciata della CGIL per una Carta dei diritti universali del lavoro.

“Si tratta di una campagna importante che riguarda il futuro di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori e che mi vedrà attiva in Parlamento e nelle piazze accanto ai sindacati a cominciare proprio da sabato 9 aprile per l’apertura della campagna referendaria a Milano”.

La Carta dei diritti universali del lavoro – nuovo statuto di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori è una proposta di legge di iniziativa popolare che vuole riscrivere il diritto del lavoro con gli obiettivi di riconfermare ed estendere i diritti universali ai lavoratori, riunificare il mondo del lavoro e raggiungere la contrattazione inclusiva e la democrazia sindacale.

“L’obiettivo comune”, prosegue Martelli, “è anche quello di riparare agli scempi degli ultimi governi che hanno cancellato in parte il carattere costituzionale del diritto del lavoro. Per questo oltre alla Carta dei diritti è necessario sostenere i tre referendum che avranno come oggetto i voucher, gli appalti e i licenziamenti. Per correggere le storture introdotte dalla riforma Fornero e dal Jobs Act”.

Sosteniamo e diffondiamo l’appello per Giulio Regeni

18 feb

giulio-regeni-e-il-silenzio-assordante-di-coetanei-e-intellettuali-orig_mainSosteniamo e diffondiamo l’appello che è partito dalla comunità accademica dell’Università Milano-Bicocca rivolto alle autorità italiane, europee ed egiziane per fare chiarezza sulla tragica uccisione di Giulio Regeni, affinché la morte di questo giovane ricercatore possa far partire una riflessione seria e una presa di posizione coerente e coraggiosa da parte di tutte le autorità nazionali e internazionali in difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Appello per Giulio Regeni

La morte di Giulio Regeni – sottoposto a giorni di tortura e brutalmente assassinato – ci sconvolge come persone e come membri della comunità scientifica.Siamo vicini al dolore della famiglia di Giulio e agli amici che l’hanno amato: la sua perdita sarà difficilmente colmabile.

Giulio Regeni, dottorando presso l’Università di Cambridge, stava svolgendo al Cairo una tesi sui sindacati indipendenti in Egitto e sembra che sia stato ucciso proprio per il suo meticoloso lavoro di ricercatore. Tale tragico esito colpisce in particolare giovani ricercatori e ricercatrici, dottorandi, assegnisti e borsisti, che non possono che identificarsi con Giulio.

Giulio svolgeva la sua ricerca con passione, coraggio e grande competenza. Con gli articoli che pubblicava, teneva fede a uno dei capisaldi della ricerca: quello di rendere pubblica e fruibile la conoscenza. Il suo era un impegno non solo accademico, bensì civile. Come Giulio, tanti altri giovani dottorandi e ricercatori nel mondo affrontano rischi per amore della conoscenza, assumendo un importante impegno politico e civile che rimane spesso senza un adeguato sostegno da parte delle istituzioni.

La morte di Giulio in Egitto, così come gli arresti di docenti universitari in Turchia, ma anche le difficoltà che affrontano i ricercatori in paesi invasi da violenza e corruzione come in Messico, mostrano come la libertà accademica, oggi come ieri, continui a spaventare il potere e i regimi autoritari.

Come studiosi dobbiamo, invece, impegnarci a non aver paura della verità, ad ampliare i nostri orizzonti di vita, ad approfondire ambiti di studio anche se scomodi, ad occuparci del presente che sfida costantemente paradigmi consolidati e che ci obbliga a conoscere, a verificare da vicino, a problematizzare ogni aspetto dell’esistenza per tentare di comprendere il reale. Dobbiamo impegnarci a sostenere con il nostro lavoro di ricerca chi lotta per la pace, la giustizia e l’uguaglianza, ovvero aiutare chi, come in Egitto ma anche nei paesi occidentali, viene regolarmente attaccato per le sue idee e per il suo attivismo.

Auspichiamo pertanto che:

· il Governo italiano mantenga la sua promessa, affinché le autorità egiziane facciano chiarezza sulle circostanze che hanno determinato la morte di Giulio, attraverso un’indagine indipendente e imparziale, al di là di ogni ragion di Stato, della preservazione di relazioni internazionali o della promozione di interessi economici;

· il Presidente egiziano al-Sisi non si sottragga agli obblighi di giustizia, affinché un efferato delitto venga punito;

· l’Unione Europea, come Parlamento e Commissione, continui a porre al centro delle sue attività la difesa dei diritti umani, a partire dalla libertà di parola, espressione, movimento e associazione;

· le Nazioni Unite, attraverso gli organismi preposti, facciano luce su torture e sparizioni forzate di attivisti e ricercatori, denunciate non solo in Egitto, bensì anche in altri Paesi;

· la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, unitamente alle istituzioni scientifiche internazionali, si impegni tanto a garantire le condizioni necessarie perché la libertà di pensiero e di espressione continui ad essere garantita, quanto a riconoscere e proteggere il lavoro di ricercatori, perlopiù giovani e precari.

Colleghi, personale e studenti dell’Università di Milano-Bicocca e di altri atenei, e chiunque ne condivida i contenuti, possono sottoscrivere il presente appello utilizzando il form sottostante.

Come comunità accademica chiediamo quindi che la morte di Giulio non sia accaduta invano.

Dottorandi, assegnisti, ricercatori e docenti del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca.

Primi firmatari dell’appello:

Roberta Marzorati
Anna Casaglia
Valeria Verdolini
Giorgia Serughetti
Annalisa Dordoni
Paolo Borghi
Loris Caruso
Marianna d’Ovidio
Daniela Cherubini
Carlotta Mozzana
Mariagrazia Gambardella
Chiara Giubilaro
Michela Semprebon
Marina Micheli
Marina Calloni
Tatjana Sekulic
Carmen Leccardi
Giampaolo Nuvolati

 

Link diretto per firmare https://docs.google.com/forms/d/1APHcrJpopBoE3X8hVUOx7Enk8VvDKhDaFF96MIPj_WI/viewform?c=0&w=1