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I motivi della mia adesione al Partito Radicale Transnazionale

8 mag

Mi sono iscritta in seguito a una riflessione che sto facendo da tempo e che non è più rimandabile considerata la situazione attuale della società italiana e internazionale. Aderisco quindi a una formazione che ha sempre messo al centro la questione transnazionale e le libertà fondamentali come previsto dalla dichiarazione dei diritti umani perché ora più che mai questi argomenti necessitano della nostra attenzione e del nostro impegno. Ringrazio in particolare Laura Arconti con la quale condivido battaglie fondamentali: sono la prima firmataria di una proposta di legge per la costituzione di una commissione di inchiesta sull’intreccio della gestione dei campi rom e Mafia Capitale, ispirata dall’impegno di Marco Pannella su questo tema.
Qui l’intervista rilasciata a Radio Radicale.

Giovanna Martelli: “Vivo con tre profughe nigeriane. Mi hanno insegnato la serenità nonostante il dramma”

20 giu

Si chiamano Mercy, Favour e Augustina, sono arrivate coi barconi in Italia e per una serie di coincidenze fortunate sono approdate nella casa di Giovanna Martelli, deputata di Sinistra Italiana che a oggi risulta essere l’unica parlamentare a ospitare profughi. “Perché noi politici dobbiamo dare l’esempio”, spiega all’HuffPost.

Le tre donne sono originarie della Nigeria e hanno 32, 34 e 35 anni. Entrate nella rete dell’accoglienza della provincia di Mantova, a settembre hanno ricevuto la notizia che avrebbero atteso l’esito della domanda di asilo in un alloggio confortevole, offerto dalla stessa Martelli e dalla sorella. “Non si conoscevano ma ora vivono in totale accordo e armonia nell’abitazione sopra casa mia”, racconta la deputata.

A provvedere ai loro bisogni anche materiali come cibo e vestiti ci pensa la cooperativa “Olinda” che ha preso in carico le tre profughe e le segue nel percorso di integrazione. Durante il giorno studiano l’italiano e frequentano corsi professionali nel tentativo di trovare prima o poi una occupazione che le renda autonome.
“Non sarà semplice, perché non lo è nemmeno per gli italiani. Ma hanno una forte determinazione e una grande voglia di riscatto”, dice ancora Martelli, che ha garantito l’alloggio per lungo tempo e che alla prefettura aveva chiarito di voler aiutare delle donne profughe “in quanto le donne sono le più vulnerabili e possono finire facilmente nelle reti criminali della tratta e dello sfruttamento della prostituzione”.

Favour, Augustina e Mercy sono partite dalla Nigeria da sole con il progetto di approdare in Europa. Dopo il Sahara hanno vissuto l’incubo della Libia e poi la lotteria dei barconi. Un viaggio verso l’ignoto che per il momento prevede come tappa una casa accogliente di Mantova, ma non è chiaro cosa accadrà in futuro. “Sono segnate dal trauma del percorso migratorio eppure mantengono una serenità e una forza che penso sia di grande insegnamento per chiunque, anche per me”, confessa Martelli che spesso si trova a Roma e dunque non riesce a passare molto tempo con loro.

“Hanno lasciato alle spalle una situazione così difficile che ha dato loro la spinta per guardare sempre avanti con fiducia, ora vedremo se rimarranno a Mantova o si sposteranno. Sono ragazze in gamba, auguro a loro di trovare un percorso stabile”.

Martelli aggiunge che non tutti in città hanno apprezzato il suo gesto, peraltro poco pubblicizzato. “L’argomentazione preferita è che bisognerebbe aiutare soprattutto gli italiani in difficoltà e non gli stranieri. Io rispondo che gli italiani vivono in una democrazia matura e in uno Stato con infrastrutture sociali solide, con risorse alle quali i profughi non possono attingere”.

Nella Giornata Internazionale dei Rifugiati, il discorso non si esaurisce soltanto in una esperienza insolita di quasi coabitazione con tre richiedenti asilo, ma assume per Martelli un contorno molto più ampio: “Un gesto di accoglienza come questo vuole anche sfidare il contesto generale, quello nel quale l’Unione europea stringe un accordo con la Turchia inaccettabile. Ci arrivano notizie di profughi ai quali le guardie di frontiera turca sparano, uccidendoli. Non possiamo tacere di fronte a queste scelte dell’Italia e dobbiamo chiarire che l’insicurezza non deriva dallo straniero ma dall’illegalità e dalla corruzione”.

intervista pubblicata sulla’ Huffington Post

Milagro Sala deve difendersi da cittadina libera

12 apr

Milagro Sala deve difendersi da cittadina libera

Giovanna Martelli in una recente manifestazione (Foto di Ufficio Stampa Martelli)

Giovanna Martelli, deputata, è stata tra le prime persone in Italia a mobilitarsi per Milagro Sala, la leader dela Tupac Amaru imprigionata da gennaio a Jujuy (Argentina) con accuse pretestuose. Un caso che Pressenza segue dall’inizio.

Giovanna, da dove deriva questo tuo impegno a favore di Milagro?

Appena ho saputo dell’arresto di Milagro ho immediatamente pensato che dovesse essere liberata. Qualunque cosa possa aver fatto il suo diritto, come cittadina, come donna, come militante sociale e come deputata del ParlaSur, è quello di essere libera e nelle piene facoltà per potersi difendere.

In seguito mi sto rendendo conto che la vittoria elettorale di una certa parte sta spingendo alcune persone di quella parte a credere che sia possibile fare cose che, da quelle parti, non si sono più viste da tempo. Così ho immediatamente lanciato un appello per la sua liberazione.

Potresti riassumere la vicenda e lo stato della situazione?
Milagro è accusata di reati squisitamente “politici” da una parte e di reati più “amministrativi” dall’altra. Ma l’entità degli uni (istigazione alla rivolta) e degli altri (malversazione di fondi) non prevede, in nessun Stato di Diritto, il mantenimento in carcere dell’imputato. La situazione attuale assomiglia, ogni giorno di più, a una parziale sospensione di uno Stato di Diritto e a una rivalsa di natura politica. Non lo dico solo io ma un’insieme di realtà, da Amnesty International al clero argentino. Questo non è accettabile ed è pericoloso.

Cosa ti preoccupa di più in questo momento?
Mi preoccupa il ruolo che l’Argentina possa prendere nel contesto latinoamericano.
L’Argentina è un grande paese e deve avere un ruolo in questa America Latina che sta affrontando grandi cambiamenti; cambiamenti come il processo di pace colombiano in corso  all’Avana; la crisi del governo brasiliano che non si può risolvere per via giudiziaria. L’Argentina ha avuto nel suo recente passato una sanguinosa dittatura e non vogliamo che quelle ombre del passato ritornino. Il Presidente Macri deve governare secondo le idee e le azioni che lui ritiene valide, avendo vinto le elezioni. Ma vincere le elezioni non significa aver diritto di fare qualunque cosa e, meno che mai, di mettere in galera gli oppositori politici.

La sensazione è che la nostra azione, ragionevole ed accurata, si scontri con un muro di gomma di indifferenza ed arroganza: che cosa possiamo tentare ancora?
I muri di gomma non ci spaventano. I muri di gomma rivelano una profonda debolezza da parte di chi li innalza. Vorrei sottolineare la grande calma e compostezza che i militanti della Tupac Amaru hanno dimostrato, insieme a tutti coloro che stanno protestando per le strade di tutta l’Argentina per gli arresti, i licenziamenti, i tagli che il governo sta mettendo in atto.
La nonviolenza è la mia risposta, la nostra risposta. Qua in Italia abbiamo creato un comitato informale di appoggio alla causa di Milagro; si tratta di un comitato composto da persone molto diverse ma unite nella lotta per la giustizia e la verità: per Milagro Sala e per molte altre situazioni che hanno bisogno, in tutto il mondo, di verità e giustizia. In concreto io cerco di appoggiare, per quel che posso, tutte le iniziative di questo comitato e, in particolare  in questo momento, sto cercando di far proiettare il documentario “Algo está cambiando” girato da Magalí Buj e Federico Palumbo sulla realtà della Tupac Amaru in una sede istituzionale il prima possibile. Anche perché credo che alla grande disinformazione su quella realtà sia opportuno rispondere con informazione e documentazione. La verità trionfa sempre sulla menzogna.

di Olivier Turquet

L’intervista è tratta da www.pressenza.com

Ddl Cirinnà e diritti: la mia intervista su Il Fatto Quotidiano

6 gen

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Intervista di Paola Zanca

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La nuestra es una sociedad patriarcal, con estereotipos muy fuertes

20 lug

Diputada y funcionaria del gobierno, enumera las contradicciones de una sociedad donde hay aborto legal pero no matrimonio igualitario ni licencia por paternidad. Las cuotas en política, el femicidio y la educación.

Giovanna Martelli es una apasionada de la política. Formada en el Partido Comunista, fue una de las fundadoras del Partido Democrático Italiano que hoy está en el gobierno de ese país con Matteo Renzi como primer ministro. Dice que no es feminista, pero desde su papel de consejera para la Igualdad de Oportunidades del primer ministro apunta que para el gobierno italiano la agenda de género es prioritaria y lo demuestra con algunos hechos concretos que se hicieron desde su asunción. El matrimonio igualitario será ley en el otoño, vaticina. Habla además de la relación con el “compañero” papa Francisco.

Martelli es diputada nacional por el PDI desde hace dos años, después de más de 30 años de militancia. Nacida hace 52 años en Torino, de niña vivió los ’70 –que define como años de grandes progresos sociales– con muchas leyes que garantizaban los derechos a los más débiles: el nuevo derecho de familia, la ley de divorcio, la ley de aborto, la nueva ley de salud mental (que cierra los manicomios). Criada en una familia de obreros supo lo que significaba avanzar socialmente. En 1982 se afilió al Partido Comunista y en 2007 participó de la fundación del Partido Democrático. “Para las mujeres fue un gran paso adelante la constitución del PDI, porque por primera vez se fijan reglas claras dentro del estatuto que facilita la participación de las mujeres, con la cuota”, dijo.

–¿Una cuota del 30 por ciento?

–Más, el 40 por ciento. Con la cuota entré en el organismo dirigente del partido y en 2012 fui candidata a las primarias para ser parlamentaria y luego fui elegida en 2013. Para mí fue un gran honor. Continue reading 

Per le pari opportunità la priorità resta il lavoro

14 giu

Giovanna Martelli è stata nominata consigliera per le Pari opportunità del presidente del Consiglio Matteo Renzi lo scorso ottobre. Un ruolo complesso, riconosciuto per alcuni tardivamente, e che certamente ha in agenda temi divisivi. Proprio in queste ore, ad esempio, arrivano i contenuti – destinati a far discutere – del rapporto che il Parlamento europeo produce e approva ogni cinque anni per dare linee di indirizzo per combattere e correggere le discriminazioni per nazionalità, etnia, religioni, reddito, convinzioni e scelte sessuali nel mondo del lavoro. Oltre a riconoscere l’esistenza delle “famiglie gay” nel prendere atto dell’evoluzione “della definizione di famiglia”, l’europarlamento rilancia con forza sulla necessità di specifiche politiche per rafforzare i diritti delle donne Continue reading