L’interpellanza per Milagro Sala oggi in Aula

9 mag

Milagro Sala

 

L’Onorevole Giovanna Martelli del gruppo Articolo 1 MDP ha svolto oggi in aula l’interpellanza volta a chiarire la posizione italiana sulla detenzione della leader sociale argentina Milagro Sala che è stata ritenuta arbitraria dalle Nazioni Unite. In particolare l’interpellanza, firmata anche dagli onorevoli Nicchi, Melilla, Palazzotto, Fratoianni, Ricciatti, Duranti, Pannarale, Scotto, Galli,  Kronbichler e Bordo, ha chiesto al Governo quali siano i motivi del ritardo nel prendere coscienza della vicenda e nel sostenere le risoluzioni che difendono i diritti umani richiedendo al Presidente Macrì l’immediato rilascio di Milagro Sala affinché possa difendersi da persona libera e quali iniziative di competenza abbia intrapreso o intenda intraprendere affinché i diritti umani, quelli delle donne e dei più poveri siano rispettati e difesi in Argentina. A tali interrogativi ha risposto Gianclaudio Bressa, sottosegretario di stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, assicurando per conto del Governo Italiano di aver seguito fin dall’inizio la vicenda di Milagro Sala sulla linea di cooperazione che ha sempre contraddistinto le relazioni con
l’Argentina in particolare sul tema della promozione dei diritti umani. Assicurando quindi il pieno impegno della rappresentanza diplomatica italiana a Buenos Aires a risolvere positivamente la vicenda della leader indigena nel pieno rispetto della magistratura argentina, rappresentando al governo l’opportunità che il caso si risolva con massima trasparenza e equità. Nell’apprendere con soddisfazione di questo impegno l’Onorevole Martelli ha chiosato sottolineando l’importanza del tema dei diritti umani per il momento che sta vivendo l’Argentina, tema che è stato esposto anche al Presidente Mattarella ora in visita nel Paese, e prendendosi l’impegno di continuare a chieder informazioni al Governo italiano anche per quanto riguarda la valutazione del gruppo delle Nazioni Unite in corso dall’8 al 18 maggio in Argentina.

 

 

Qui di seguitola il resoconto stenografico.

PRESIDENTE. Passiamo all’interpellanza all’ordine del giorno Martelli

Chiedo all’onorevole Martelli se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica. Ha quindici minuti di tempo.

GIOVANNA MARTELLI. Grazie, signor Presidente. Milagro Sala, fondatrice e leaderdell’organizzazione sociale argentina Tupac Amaru, oltreché deputata del Parlasur, è detenuta illegalmente, insieme ad altri componenti del movimento sociale, dal 16 gennaio 2016. Nonostante gli appelli di Amnesty International e una risoluzione da parte del gruppo di lavoro sulle detenzioni arbitrarie delle Nazioni Unite, continua ad essere la prima prigioniera politica del Governo del Presidente Macrì.

Milagro Sala è la leader dell’organizzazione Tupac Amaru, il collettivo di base popolare e indigeno che lotta per i diritti economici, sociali e culturali nella provincia di Jujuy e in tutta l’Argentina. L’organizzazione è stata fondata negli anni Novanta nella città di San Salvador de Jujuy. Questa provincia ha indicatori sociali sotto la media nazionale e per questo il lavoro dell’organizzazione si è concentrato sull’empowerment dei gruppi più vulnerabili.

Dal 2004, attraverso la gestione di programmi nazionali e provinciali, l’organizzazione sociale gestisce la costruzione di abitazioni, fornisce servizi sanitari e per l’istruzione, sviluppa attività di produzione e genera occupazione per oltre 4.500 persone, organizzate attraverso cooperative di lavoro.

Tanto la risoluzione del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite quanto l’organizzazione degli Stati americani hanno definito la detenzione come illegale. In particolare, il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite ha stabilito che la detenzione della signora Milagro Sala è arbitraria e quindi ha chiesto al Governo argentino di rilasciarla immediatamente. Il gruppo ha stabilito altresì che era stata messa in atto una rete di accuse a catena e di processi indiziari per sostenere la detenzione a tempo indeterminato. Le conclusioni del gruppo sottolineano che in questo caso è stata violata l’indipendenza della magistratura. Inoltre, analizzando le ragioni giuridiche per cui Milagro Sala è privata della libertà, il gruppo ha concluso che non vi sono motivi legali per giustificare la sua detenzione.

In Argentina si sono costituiti cinquanta comitati per la liberazione di Milagro e nove all’estero, tra cui il Comitato italiano per la liberazione di Milagro Sala.

Nel mese di dicembre 2016, nel giro di 24 ore, Milagro Sala è stata condannata due volte dai giudici di Jujuy.

Alla luce degli ultimi avvenimenti in Argentina sui temi dei diritti umani, non ultimo la sentenza della Corte Suprema sul “due per uno”, si chiede, con questa interrogazione, quali iniziative di competenza abbia intrapreso o intenda intraprendere il Governo italiano, affinché i diritti umani, quelli delle donne e dei più poveri, siano rispettati e difesi in Argentina. Grazie.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Gianclaudio Bressa, ha facoltà di rispondere.

GIANCLAUDIO BRESSA, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Grazie, Presidente. In merito al caso della detenzione dell’attivista argentina Milagro Sala, vorrei innanzitutto assicurare che la Farnesina, anche attraverso l’ambasciata d’Italia a Buenos Aires, ha seguito la vicenda sin dagli inizi, ovvero dal giorno in cui Milagro Sala è stata arrestata con l’accusa di sedizione e istigazione alla violenza.

La nostra ambasciata ha anche incontrato, coordinandosi con i principali partner europei, i rappresentanti del Comitato per la liberazione di Milagro Sala, che hanno manifestato forte apprezzamento per l’impegno del nostro Paese in tale ambito, ricordando il ruolo di pioniere svolto dal nostro Paese per la consegna dei fascicoli relativi ai desaparecidos italiani e italo-argentini dell’ultima dittatura civico-militare. Credo nessuno possa negare l’impegno dell’Italia in tema di protezione e promozione dei diritti umani.

In tale ambito l’Argentina, Paese con il quale intratteniamo rapporti eccellenti e nel quale, proprio in queste ore, è in corso una visita di Stato del Presidente della Repubblica, ha sempre manifestato disponibilità a lavorare insieme. Con Buenos Aires, infatti, collaboriamo nell’ambito di diverse iniziative a favore della promozione dei diritti umani in ambito ONU, con particolare riferimento alle attività della Terza Commissione (Diritti umani) dell’Assemblea generale a New York e nel Consiglio sui diritti umani a Ginevra.

Nell’ambito del processo di revisione universale periodica del Consiglio sui diritti umani, l’esercizio di monitoraggio sulla situazione dei diritti umani cui ogni Stato si sottopone ogni quattro anni, l’Italia ha formulato raccomandazioni all’Argentina, in particolare sul sistema di protezione dei bambini e degli adolescenti, oltre che in relazione alla situazione dei minori in stato di detenzione, in linea con le raccomandazioni del Comitato contro la tortura e del Comitato sui diritti del fanciullo.

Convinto è anche l’impegno di Buenos Aires nel sistema interamericano dei diritti umani. Nel corrente mese di maggio, su invito delle autorità argentine, la Commissione interamericana per i diritti umani effettuerà a Buenos Aires una sessione di udienza pubblica.

In merito al parere del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, menzionato dall’onorevole interpellante, credo sia utile ricordare prima quali sono le funzioni di questo organismo, che l’Italia da sempre sostiene.

Il gruppo è stato istituito nel 1991 dalla Commissione diritti umani con il compito di esaminare i casi di detenzione arbitraria sulla base di segnalazioni di Governi, ONG, istituzioni nazionali per la tutela e la promozione dei diritti umani, degli stessi individui detenuti, dei loro familiari e dei loro rappresentanti o anche su propria iniziativa.

Al fine di espletare il suo mandato, il gruppo effettua spesso visite in loco, in collaborazione con il Governo del Paese interessato, con le agenzie delle Nazioni Unite e con rappresentanti della società civile. Dall’8 al 18 maggio avrà luogo una missione in Argentina del gruppo GLDA, con l’obiettivo di verificare lo stato di attuazione dei diritti dei detenuti nel Paese, ivi compresa Milagro Sala. Durante la visita, che – ripeto – è in corso in questo momento, gli esperti visiteranno la città e la provincia di Buenos Aires, nonché le province di Jujuy e Chubut, dove si incontreranno con le autorità federali locali e la società civile.

Venendo al contenuto del parere emesso dal gruppo GLDA nell’agosto del 2016, esso ha definito arbitraria la detenzione di Milagro Sala, sollecitando il Governo argentino a scarcerare la leaderindigena e concederle adeguata riparazione. Il Presidente argentino ha più volte ribadito che l’arresto di Milagro Sala è stato disposto dalla magistratura in applicazione delle norme vigenti, senza alcuna interferenza da parte del potere esecutivo.

Recentemente anche la Ministra degli esteri, Malcorra, ha voluto mettere in chiaro che la questione è in mano alla giustizia del competente tribunale superiore di giustizia della provincia di Jujuy, che, tra l’altro, ha già rigettato due ricorsi di incostituzionalità e alcune istanze di contestazione della giurisdizione promosse dai legali di Milagro Sala.

Va detto che il predetto parere del GLDA riguarda sono le accuse di sedizione e istigazione alla violenza, che hanno determinato – come ho detto all’inizio del mio intervento – l’arresto della Sala. Non entra, invece, nel merito dell’altro filone di inchiesta che, secondo la tesi dell’accusa, vedrebbe la Sala protagonista di un sistema di corruzione e malversazione degli ingenti fondi pubblici di cui la sua organizzazione avrebbe beneficiato negli ultimi anni.

Recentemente, inoltre, altre due sentenze hanno contribuito a riaccendere i riflettori sul caso della leader indigena: la prima l’ha condannata, lo scorso 28 dicembre, a tre anni di detenzione, con pena sospesa, per lesioni gravi e istigazione alla violenza; la seconda a pagare una multa per aver occupato illecitamente uno spazio pubblico. Anche questi provvedimenti sono cosa diversa rispetto alle gravi accuse per le quali la leader è attualmente detenuta.

In tale contesto il Governo italiano continuerà a seguire da vicino il caso, nel pieno rispetto dell’azione della magistratura argentina e della sua indipendenza, e continuerà, nel quadro dell’eccellente dialogo sui temi dei diritti umani che abbiamo con Buenos Aires, a rappresentare al Governo argentino l’opportunità che il caso Sala si risolva con la massima trasparenza ed equità.

PRESIDENTE. L’onorevole Martelli ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza. Ha dieci minuti.

GIOVANNA MARTELLI. Grazie, signor Presidente. Apprendo, e su questo ovviamente esprimo la mia soddisfazione rispetto alla risposta del sottosegretario Bressa, che comunque c’è un impegno da parte del Governo italiano, attraverso la rappresentanza diplomatica italiana a Buenos Aires, della quale si conosce l’impegno rispetto ai diritti umani e il lavoro fatto in questi anni che è sicuramente innegabile, rispetto a far sì che la vicenda di Milagro Sala, per i profili indicati dal gruppo di lavoro dei diritti umani delle Nazioni Unite, arrivi a una soluzione positiva e, quindi, si arrivi anche ad immaginare un rilascio oppure una scarcerazione per quel tipo di reati contestati.

Sarebbe un segnale importante, questo, per la situazione che sta vivendo l’Argentina in questa fase sul tema dei diritti umani, che è stata segnalata anche nelle organizzazioni non governative, che in questi giorni hanno incontrato il Presidente Mattarella. Le immagini e le agenzie di stampa ci hanno portato a vedere e a riconoscere Lita Boitano, che illustra al Presidente Mattarella la situazione dei diritti umani in Argentina con particolare riguardo alla recente sentenza della Corte suprema del cosiddetto “due per uno” rispetto all’impunità dei militari compromessi nella violazione dei diritti umani durante la dittatura militare.

Quindi, credo che l’impegno del Governo italiano, soprattutto in questo momento storico, in quell’area sia particolarmente importante e, quindi, auspichiamo un esito positivo non solo della vicenda che riguarda Milagro Sala, ma anche della questione dei diritti umani in Argentina e ci prendiamo l’impegno di proseguire la richiesta di informazioni al Governo italiano anche rispetto a quanto accadrà dall’8 al 18 maggio sulla valutazione che farà il gruppo di lavoro dei diritti umani delle Nazioni Unite.

 

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