Rom e Sinti: una legge per l’integrazione

23 feb

Presentazione della proposta di legge per l’integrazione delle comunità Rom e Sinti nella cittadinanza europea
Roma, martedì 23 febbraio, ore 14:30
Sala Stampa
Camera dei Deputati – via della missione, 4
Intervengono:
On. Giovanna Martelli, On. Milena Santerini, On. Gianni Melilla, Giovanni Russo Spena, On. Marco Carra, Dijana Pavlovic, Marco Furfaro (SEL), Sally Kane (CGIL), Angela Scalzo (UIL)
In questa fase storica di transizione e di mutamento identitario, il riconoscimento pieno delle minoranze costituisce un tassello importante per la costruzione di una nuova cittadinanza europea che supera, nel contrasto alle discriminazioni, il paradigma assistenziale e apre la strada alla capacitazione individuale e delle comunità. Questo si legge nella proposta di legge di cui l’On. Giovanna Martelli si è fatta promotrice.
La proposta di legge, che è mutuata interamente dalla proposta di iniziativa popolare, vuole realizzare anche per Rom e Sinti il diritto al riconoscimento di minoranza storico-linguistica nel rispetto degli articoli 3 e 6 della Costituzione. Essa prevede: la specifica tutela del patrimonio linguistico-culturale della minoranze Rom e Sinti, con istituti analoghi a quelli previsti dalla legge n. 482/1999 per tutte le altre minoranze; l’incentivo e la tutela delle associazioni composte da Rom e Sinti, conforme alla libertà di associazione prevista dall’articolo 18 della Costituzione per favorire la partecipazione attiva e propositiva alla vita sociale, culturale e politica del Paese; il diritto di vivere nella condizione liberamente scelta di sedentarietà o di itineranza, il diritto di abitare in alloggi secondo una pluralità di scelte secondo le norme della Convenzione-quadro per la tutela delle minoranze nazionali di Strasburgo del’1 febbraio 1995, le raccomandazioni del Consiglio d’Europa, dell’OCSE e della Commissione europea e la Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti; norme che sanzionino le discriminazioni fondate sull’appartenenza a una minoranza linguistica in attuazione del principio costituzionale di eguaglianza senza distinzione di lingua e di razza.

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