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Giovanna Martelli: “Vivo con tre profughe nigeriane. Mi hanno insegnato la serenità nonostante il dramma”

20 giu

Si chiamano Mercy, Favour e Augustina, sono arrivate coi barconi in Italia e per una serie di coincidenze fortunate sono approdate nella casa di Giovanna Martelli, deputata di Sinistra Italiana che a oggi risulta essere l’unica parlamentare a ospitare profughi. “Perché noi politici dobbiamo dare l’esempio”, spiega all’HuffPost.

Le tre donne sono originarie della Nigeria e hanno 32, 34 e 35 anni. Entrate nella rete dell’accoglienza della provincia di Mantova, a settembre hanno ricevuto la notizia che avrebbero atteso l’esito della domanda di asilo in un alloggio confortevole, offerto dalla stessa Martelli e dalla sorella. “Non si conoscevano ma ora vivono in totale accordo e armonia nell’abitazione sopra casa mia”, racconta la deputata.

A provvedere ai loro bisogni anche materiali come cibo e vestiti ci pensa la cooperativa “Olinda” che ha preso in carico le tre profughe e le segue nel percorso di integrazione. Durante il giorno studiano l’italiano e frequentano corsi professionali nel tentativo di trovare prima o poi una occupazione che le renda autonome.
“Non sarà semplice, perché non lo è nemmeno per gli italiani. Ma hanno una forte determinazione e una grande voglia di riscatto”, dice ancora Martelli, che ha garantito l’alloggio per lungo tempo e che alla prefettura aveva chiarito di voler aiutare delle donne profughe “in quanto le donne sono le più vulnerabili e possono finire facilmente nelle reti criminali della tratta e dello sfruttamento della prostituzione”.

Favour, Augustina e Mercy sono partite dalla Nigeria da sole con il progetto di approdare in Europa. Dopo il Sahara hanno vissuto l’incubo della Libia e poi la lotteria dei barconi. Un viaggio verso l’ignoto che per il momento prevede come tappa una casa accogliente di Mantova, ma non è chiaro cosa accadrà in futuro. “Sono segnate dal trauma del percorso migratorio eppure mantengono una serenità e una forza che penso sia di grande insegnamento per chiunque, anche per me”, confessa Martelli che spesso si trova a Roma e dunque non riesce a passare molto tempo con loro.

“Hanno lasciato alle spalle una situazione così difficile che ha dato loro la spinta per guardare sempre avanti con fiducia, ora vedremo se rimarranno a Mantova o si sposteranno. Sono ragazze in gamba, auguro a loro di trovare un percorso stabile”.

Martelli aggiunge che non tutti in città hanno apprezzato il suo gesto, peraltro poco pubblicizzato. “L’argomentazione preferita è che bisognerebbe aiutare soprattutto gli italiani in difficoltà e non gli stranieri. Io rispondo che gli italiani vivono in una democrazia matura e in uno Stato con infrastrutture sociali solide, con risorse alle quali i profughi non possono attingere”.

Nella Giornata Internazionale dei Rifugiati, il discorso non si esaurisce soltanto in una esperienza insolita di quasi coabitazione con tre richiedenti asilo, ma assume per Martelli un contorno molto più ampio: “Un gesto di accoglienza come questo vuole anche sfidare il contesto generale, quello nel quale l’Unione europea stringe un accordo con la Turchia inaccettabile. Ci arrivano notizie di profughi ai quali le guardie di frontiera turca sparano, uccidendoli. Non possiamo tacere di fronte a queste scelte dell’Italia e dobbiamo chiarire che l’insicurezza non deriva dallo straniero ma dall’illegalità e dalla corruzione”.

intervista pubblicata sulla’ Huffington Post

Video

Dichiarazione di voto sulle mozioni riguardanti la gestazione per altri

5 mag

Appello al Presidente argentino Macri dopo l’arresto della deputata indigena Milagro Sala

19 gen

“Al Presidente argentino Mauricio Macri chiedo un chiarimento sull’arresto di Milagro Sala, leader dell’organizzazione indigena Tupac Amaru e deputata del Parlasur. La vicenda getta una luce inquietante sulla democrazia e sul futuro dell’Argentina davanti alla quale il mondo intero non può tacere”. Così l’On. Giovanna Martelli in seguito alla diffusione della notizia per cui Milagro Sala è stata arrestata mentre partecipava a un presidio di protesta contro i tagli delle cooperative. “Sto predisponendo un appello da inviare al Presidente Macri”, conclude Martelli, “sperando che voglia rispondere e dare spiegazione di questo atto il prima possibile”.

Da oggi aperto il mio blog sull’Huffington Post

19 gen

Il blog sull’Huffington sarà un nuovo spazio di riflessione e condivisione. Ecco il primo post che ho scritto, prendendo spunto dai fatti di Colonia per elaborare un pensiero più ampio sul tipo di Europa e di ordine mondiale che vogliamo.

 

Colonia e l’Europa che vogliamo, dove la parola delle donne può cambiare tutto

Ho atteso a scrivere, ho preferito lasciare spazio all’ascolto e alla riflessione perché come ha detto Alessandra Bocchetti in un bell’incontro mercoledì scorso alla Casa Internazionale delle Donne di Roma“c’è anche una soglia del dolore”.

È vero, c’è una soglia del dolore per la piazza di Colonia, per i 50.000 stupri della guerra dei Balcani, per Valeria Solesin e le ragazze e i ragazzi del Bataclan, per le bambine violentate dai maschi occidentali nei mercati del sesso thailandesi, per le spose bambine stuprate a 8 anni, per le ragazze consumate sessualmente nelle strade e case italiane, per l’orrore del mercato delle schiave praticato dalla brutalità del Daesh, per la terribile vignetta di Charlie Hebdo su Aylan e per Ashley che in un post di un maschio italiano è addirittura “una zoccola drogata e ubriacona. Non vale neanche la pena di parlarne”. Sono pagine di storia che ci parlano di una cultura maschile in cui le donne sono beni, proprietà, patrimonio da tutelare oppure scambiare. Del resto i matrimoni combinati erano consuetudine anche nell’Europa del 1800 e in Italia abbiamo dovuto attendere il 1981 per abrogare il delitto d’onore: come non ricordare il coraggio di Franca Viola e le lotte delle donne contro gli stupri “riparati dai matrimoni”.

La cronaca di questi giorni relega le donne in un ruolo di procreatrici ed il linguaggio usato nel dibattito pubblico sul legittimo riconoscimento dei diritti alle donne e gli uomini che vivono una relazione al di fuori del matrimonio si chiude in 5 parole “utero in affitto” e “matrimonio gay”. È un linguaggio che non riconosce la donna come persona e di conseguenza ne umilia il corpo, in un’Italia che riconosce alle figlie ed ai figli ancora solo il cognome del padre.

Le migrazioni che sono in atto, fatte di uomini e donne in fuga dalla guerra e dalla povertà e alla ricerca di un futuro migliore, assumono un ruolo dirompente che riguarda tutte e tutti noi esseri umani in “transizione” da un sistema valoriale e culturale tramontato e del quale il patriarcato rappresenta un elemento fondativo. Il fantasma di Colonia è comparso in scena in un’Europa che fa fatica a stare dentro una trasformazione identitaria e con un grande problema “interno”: quello di una società che invecchia. Di fronte ad un crescente calo demografico chi penserà a ripopolare l’Europa? E con quale cultura?. Continue reading 

Corri ragazza! Incontriamoci per cambiare

22 dic

MARATHONboston_1

Negli anni ‘60 le donne non erano ammesse a partecipare alle maratone perché giudicate inadatte a correre lunghe distanze, quindi – anche se può sembrare assurdo – non era permesso loro di iscriversi.

Kathrine Switzer non la pensava così. Partecipò alla Boston Marathon scatenando un autentico putiferio: una battaglia di spintoni. Kathrine arrivò al traguardo e fu la prima donna che corse la Bosthon Marathon in 4 ore e 20 minuti. Fatti che sono passati alla storia perché rovesciarono la tradizione maschilista di questo evento e del mondo sportivo in generale.

Ognuna di noi tenta di rovesciare la cultura maschilista con le storie minute di tutti i giorni. È per questo che ho pensato di incontravi, per trasformare la mia storia minuta in testimonianza perché la politica è impegno civile e si scrive nelle pagine di tutti i giorni… “nessun giorno è sbagliato per cambiare”. Il mio “non ci sto” apparentemente debole ha aperto una riflessione personale profonda che sono pronta a condividere insieme alla scelta di abbandonare il Partito Democratico, perchè questo Paese non cambierà se non saprà riconoscere che questo è il tempo delle donne con la loro storia e la loro dignità, che è il tempo dell’alterità e non dell’omologazione, è il tempo del dialogo aperto e non del confronto da copertina, è il tempo del riconoscere le differenze e non umiliarle.

Noi donne conosciamo la passione autentica, e per questo il mio impegno continuerà e si rinnoverà proprio nell’incontro con l’altra e l’altro e non nella negoziazione utilitaristica, ma per la centralità politica che oggi riveste l’intervento pubblico rispetto a gruppi sociali che rivendicano diritti e pari opportunità e verso i quali abbiamo l’obbligo di riconoscerli e promuoverli attraverso la predisposizione di sistemi di intervento che vadano nella direzione del rispetto dei diritti umani.

Un incontro che metterà al centro le 3 parole chiave che stanno guidando la mia riflessione:

ROTTAMAZIONE – idee , metodi e comportamenti

DIRITTI – economia, riconoscimento, tutele e legami

PARTITO – consenso e egemonia culturale

 

Le date che vi propongo:

27 dicembre 2015 – Monzambano per la zone Alto Mantovano e Asolano, Sala Civica, ore 15:00

28 dicembre 2015 – Viadana per la zone Viadanese, Marcaria e dintorni – ore 15:00 – sede da definire

29 dicembre 2015 – Moglia per la zona Basso Mantovano compreso oltre Po – ore 16:00 – Circolo PD di Moglia

2 gennaio 2016 – Curtatone per la Città di Mantova e Hinterland – ore 18:00 - sede da definire

11 gennaio 2016 – Assemblea Provinciale PD – ore 21:00 – sede PD di via A. da Schinevoglia

 

Gli incontri, compresa l’Assemblea Provinciale, sono aperti tutte le donne e gli uomini che si riconoscono nella politica progressista e di centrosinistra ed hanno lo scopo di supportare la mia scelta attraverso la vostra esperienza, cultura, idee e proposte. Grazie per la vostra partecipazione,

Giovanna