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Stop agli sgomberi forzati dei campi Rom: una lettera alla Comunità Europea

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Qui di seguito il testo della lettera che oggi ho inviato, insieme ai colleghi Stefano Fassina e Arturo Scotto, affinché la Comunità Europea si attivi per fermare gli sgomberi forzati dei campi Rom. 

 

La lettera è stata spedita a Věra Jourová, Commissario europeo per la giustizia, la tutela dei consumatori e l’uguaglianza di genere, a Salla Saastamoinen, Equality Director, Direzione Generale Giustizia, Commissione Europea, alla Corte europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) e alla Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza (ECRI).

 

Gentile Commissario Věra Jourová,

come deputati del Governo italiano dobbiamo riferirLe notizie su quello che sta succedendo a Roma: siamo sconcertati e preoccupati dalla decisione improvvisa e incomprensibile da parte dell’amministrazione di questa città di sgomberare dalle loro case, senza preavviso o una sistemazione alternativa, circa cinquecento persone Rom che erano accampate in un ex deposito di autobus. In particolare c’è grande preoccupazione da parte della scuola e degli insegnanti perché centinaia di bambini che hanno frequentato regolarmente la scuola sono stati portati via un mese prima della fine dell’anno.

Quando eventi come questi accadono le famiglie Rom non hanno diritti e sono calpestate nella loro dignità umana. Pur nutrendo un grande rispetto della legge, non riusciamo a capire come questo amore per la legalità possa corrispondere a rendere senza fissa dimora cinquecento persone, gettandole letteralmente in mezzo alla strada, senza un altro posto dove andare. Questo tipo di misure non può che amplificare i problemi sociali e le tensioni nel quartiere.

Oggi nella Capitale siamo di fronte a una grave emergenza umanitaria, che dovrebbe causare una pronta risposta da parte del Governo e dall’amministrazione di Roma Capitale ma che, invece, non è neanche una notizia perché a subirla è il popolo Rom.

Questa discriminazione è la prima di una nuova serie di azioni violente perpetrate da parte del Comune. Tali sfratti, infatti, vanno avanti senza i più elementari requisiti di legittimità. Essi si verificano senza un adeguato preavviso, senza soluzioni abitative alternative, senza la possibilità per le famiglie di prendere in modo sicuro i propri averi. Nel corso degli anni queste misure, che aveva già suscitato interesse a livello nazionale ed internazionale, sono cresciute in modo esponenziale.

L’Europa non può chiudere gli occhi di fronte a questa emergenza e deve chiedere conto al Governo italiano e all’amministrazione comunale degli sgomberi forzati che si stanno svolgendo nella capitale del nostro Paese.

Chiediamo alla Commissione Europea, attraverso gli organi di competenza, di intervenire al fine di garantire che:

  1. l’Amministrazione di Roma Capitale cessi immediatamente qualsiasi intervento di sgombero forzato a danno delle famiglie Rom, Sinti e Caminanti e trovi per tutte le famiglie sgomberate una soluzione abitativa dignitosa.

  2. Il Governo Italiano predisponga, senza indugio, un piano di investimenti per il definitivo superamento dei campi e attui un monitoraggio secondo le norme vigenti degli interventi messi in atto dalle Amministrazioni delle città, sotto i profili della trasparenza, efficacia, efficienza ed economicità delle risorse economiche investite.

 

Grazie,

On. Stefano Fassina, On. Giovanna Martelli, On. Arturo Scotto

 

Roma, 26 Maggio 2016

 

 

 

 

Al fianco della comunità rom sgomberata da via Mirri

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Questa mattina sono intervenuta al presidio in via Mirri della comunità Rom che è stata sgomberata dalle proprie case senza un’alternativa abitativa. Più di 500 persone tra cui donne incinte, anziani malati e numerosi bambini che frequentavano le scuole della zona ora sono per strada e, al momento, le autorità interessate  non hanno fornito risposte. Come possono essere portate avanti azioni del genere evocando una legalità di facciata che, però, aggrava la situazione dell’ordine pubblico lasciando numerose famiglie senza un tetto e che – di fatto – infrange tutte le norme internazionali anti discriminazione e la tutela dei diritti umani? Tutto questo non succede nel terzo mondo ma nella capitale d’Italia che tra poco sceglierà il proprio sindaco. È mia intenzione continuare ad aiutare queste famiglie a ritrovare una casa e a interessare i responsabili e le autorità  a livello nazionale e internazionale e i media informandoli dell’ingiustizia che questa comunità sta subendo. 

“Subito un gruppo interparlamentare dedicato alla tratta degli esseri umani e alle economie illegali”

1 mar

“Bisogna costituire al più presto un gruppo interparlamentare, il più trasversale possibile, che lavori sui temi della tratta e dello sfruttamento degli esseri umani e delle economie illegali”, così l’On. Giovanna Martelli (SI) esprime l’auspicio programmatico che è stato annunciato venerdì scorso, 26 febbraio, nel corso dell’incontro “Tra il dire il fare, l‘impegno della politica contro la tratta di esseri umani tra teoria e pratiche” che si è tenuto presso il Palazzo San Macuto di Roma. All’incontro, promosso dalla Piattaforma Nazionale Anti-tratta, oltre all’On. Martelli, erano presenti vari rappresentanti politici e istituzionali tra i quali l’On. Livia Turco, l’On. Eleonora Bechis, Maria Grazia Giammarinaro, relatrice speciale UN sul traffico di persone e vari rappresentanti degli enti e delle associazioni pubbliche e private che aderiscono alla Piattaforma tra cui il portavoce nazionale Andrea Morniroli. Lo stesso giorno è stato approvato il primo Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani.“L’intergruppo può assolvere numerose funzioni. Tanto più alla luce della recente approvazione del Piano nazionale anti tratta”, continua l’On. Giovanna Martelli, “Il primo focus è quello di costituire un rapporto costante tra il mondo della politica e quello delle associazioni e delle ong coinvolte. Il secondo è quello di monitorare costantemente gli eventi e le criticità sul territorio. Il terzo accento è sulle politiche pubbliche da attuare e le infrastrutture sociali nell’ottica delle tre fasi accoglienza-emersione-insediamento che costituiscono il processo di inserimento sociale e lavorativo. Non ultimo l’intergruppo può lavorare sul tema delle città metropolitane e dei luoghi-non luoghi, spesso invisibili ai più ma dove si annida il malaffare delle economie illegali”, conclude Martelli

Conferenza stampa proposta di legge riconoscimento Rom e Sinti – 23 febbraio 2016

24 feb

Oggi è la giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato, aberrazione umana frutto della fame e della povertà

12 feb

La fame e la povertà sono il motore di tutte le aberrazioni umane”, così l’On. Giovanna Martelli in occasione della Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato che si celebra oggi in tutto il mondo. “Le diseguaglianze profonde, la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e lo sfruttamento senza limiti della terra”, continua Martelli,” sono le cause di un fenomeno che a tutt’oggi si stima coinvolga 250mila minori”. La Giornata si celebra oggi per ricordare il 12 febbraio 2002 in cui entrò in vigore il Protocollo opzionale alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, riguardante l’uso dei minori nei conflitti armati. Nonostante questo negli ultimi anni, l’intensificarsi e l’inasprirsi dei conflitti nel mondo hanno esposto i bambini ad una incredibile violenza: vittime di abusi, rapimenti, torture, mutilazioni, vengono assoldati e indottrinati per uccidere. “La responsabilità maggiore”, conclude Martelli, “è di chi a fronte della sistematica violazione dei diritti dell’infanzia, continua a vendere armi e fare affari con i Paesi che non riconoscono alcuna forma di umanità”. 

Bracciante sudanese morto in Puglia. Ennesimo caso di sfruttamento del lavoro illegale

5 ago

“È l’ennesimo caso di una tragedia come tante se ne consumano quando le condizioni di lavoro nelle campagne portano all’estremo limite di sopportazione ogni situazione, disumana e degradante, di sfruttamento della manodopera straniera che talvolta, purtroppo, rasenta la riduzione in schiavitù” – è con profonda amarezza che Giovanna Martelli, consigliera del Presidente del Consiglio per le Pari Opportunità, commenta la tragedia del 47enne morto per calore nelle campagne pugliesi, durante i giorni della raccolta dei pomodori.

Appena ricevuta la segnalazione, l‘UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha cercato di fare luce sulla terribile vicenda che è costata la vita ad un lavoratore straniero e la conseguente disperazione della sua famiglia. “Oltre ad attendere i risultati delle indagini della Magistratura che si è prontamente attivata, l’UNAR sta provvedendo a contattare il Servizio ispettorato della Direzione territoriale del lavoro di Lecce per verificare se sono state rispettate le norme sull’utilizzo della manodopera stagionale e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e se esistono dei controlli sulla attuazione dei protocolli di intesa, già siglati dalle parti sociali, sul lavoro agricolo. Anche oggi, con questo fatto, registriamo che l’illegalità nel lavoro miete le proprie vittime prima fra le persone più deboli e vulnerabili, che vivono già in una condizione di forte isolamento e marginalità sociale” – conclude Martelli.