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comunicato/Femminicidio: Martelli, importante agire su piano educativo

22 set

Femminicidio: Martelli, importante agire su piano educativo (ANSA) – ROMA, 22 SET – “Dobbiamo lavorare insieme per l’indipendenza economica delle donne, sulla revisione dei libri di testo e i curricula e che il Senato approvi subito la legge sul cognome della madre fondamentale per il riconoscimento del ruolo delle donne nella societa’”. Lo afferma Giovanna Martelli, parlamentare di Campo Progressista commentando l’intervista alla Ministra Valeria Fedeli pubblicata su “Il Messaggero” di oggi. “Condivido le parole della Ministra Valeria Fedeli: la violenza sulle donne è un fenomeno strutturale che va risolto agendo sulle sue cause a più livelli”, continua Martelli. “Agire sul piano educativo e pedagogico è fondamentale e attuare l’articolo 1 comma 16 della legge sulla Buona Scuola, per il quale ho contribuito integrando il testo originale della legge, è un passaggio necessario per aprire la strada alla revisione dei libri di testo e dei curricula scolastici. La scuola forma le generazioni e le classi dirigenti del futuro ed è li’ che dobbiamo investire”

Educazione: raccogliere la contemporaneità

4 ago

Dalla sentenza della Cassazione sul caso della scuola privata di Livorno emergono aspetti che mi sta a cuore sottolineare.

Non credo sia tanto e solamente l’annosa questione se sia giusto o meno far pagare le tasse alle scuole non in edifici pubblici, anzi il rischio è che si cada nello scontato ragionamento “utilitaristico” e pericoloso della dicotomia  del “luogo” con lo “spazio” riducendo ancora una volta il ragionamento al concetto di “costo/introito/mercato” e non aprendolo concetto di “valore”.

Il ragionamento deve stare  su che tipo di sistema educativo abbiamo in mente e  la sentenza della Cassazione può e deve essere l’occasione per porsi una domanda: “cosa rende la scuola (statale o paritaria che sia) pubblica?” e soprattutto aderente al dettato costituzionale che la rende aperta a tutti, stabilendo all’articolo 3 che il compito dello Stato è di rimuovere gli ostacoli che impediscono a ciascuna/o cittadina/o di godere degli stessi diritti.

Il tema è come costruire un nuovo sistema educativo contemporaneo che sappia rimettere in moto la mobilità sociale bloccata in questo paese da oltre vent’anni, per cui essendosi inceppato non solo il ricambio generazionale ma anche sociale si ereditano le professioni così come si ereditano le disuguaglianze. In questo modo non solo si tradisce il dettato costituzionale fondato sulla relazionalità reciproca tra dirigenti e diretti, ma, come continuamente ci ricordano autorevoli commentatori internazionali, si inibisce la crescita “economica” di un Paese, perché, senza scomodare premi nobel dell’economia, sappiamo che il talento si distribuisce casualmente nella società per cui tanto più ci sarà commistione di “differenze” tanto più verranno alimentate creatività e innovazioni. Continue reading 

La Buona Scuola: un passo avanti nell’educazione alla parità e alla prevenzione della violenza

9 lug

“Oggi l’approvazione del ddl sulla Buona Scuola è un passo in avanti per il cammino delle riforme e in quello dell’educazione alla parità e alla prevenzione della violenza di genere”, lo afferma l’On. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio per le pari opportunità . “La scuola è un veicolo importante la formazione delle generazioni del futuro e delle nuove classi dirigenti”, prosegue Martelli, “ed è strategico che la Legge preveda la promozione all’educazione alla parità di genere e la prevenzione alla violenza e a tutte le discriminazioni nelle scuole di ogni ordine e grado prevedendo che il Piano triennale dell’offerta formativa assicuri l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di genere, la prevenzione alla violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori. Da oggi”, conclude Martelli,  “chi ha la responsabilità dell’educazione della collettività, politica, insegnanti, società civile, ha uno strumento in più”.