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Conferenza stampa proposta di legge riconoscimento Rom e Sinti – 23 febbraio 2016

24 feb

Una proposta di legge per l’integrazione della comunità Rom e Sinti nella cittadinanza europea

26 gen

“In questa fase storica di transizione e di mutamento identitario, il riconoscimento pieno delle minoranze costituisce un tassello importante per la costruzione di una nuova cittadinanza europea che supera, nel contrasto alle discriminazioni, il paradigma assistenziale e apre la strada alla capacitazione individuale e delle comunità”. Questo si legge nella proposta di legge di cui l’On. Giovanna Martelli si è fatta promotrice.

 

La proposta di legge, che è mutuata interamente dalla proposta di iniziativa popolare, vuole realizzare anche per Rom e Sinti il diritto al riconoscimento di minoranza storico-linguistica nel rispetto degli articoli 3 e 6 della Costituzione. Essa prevede: la specifica tutela del patrimonio linguistico-culturale della minoranze rom e sinta, con istituti analoghi a quelli previsti dalla legge n. 482/1999 per tutte le altre minoranze; l’incentivo e la tutela delle associazioni composte da Rom e Sinti, conforme alla libertà di associazione prevista dall’articolo 18 della Costituzione per favorire la partecipazione attiva e propositiva alla vita sociale, culturale e politica del Paese; il diritto di vivere nella condizione liberamente scelta di sedentarietà o di itineranza, il diritto di abitare in alloggi secondo una pluralità di scelte secondo le norme della Convenzione-quadro per la tutela delle minoranze nazionali di Strasburgo dell’1 febbraio 1995, le raccomandazioni del Consiglio d’Europa, dell’OCSE e della Commissione europea e la Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti; norme che sanzionino le discriminazioni fondate sull’appartenenza a una minoranza linguistica in attuazione del principio costituzionale di eguaglianza senza distinzione di lingua e di razza.

“Parallelamente alla presentazione della proposta di legge”, conclude Martelli, “auspico che, nella logica europea del superamento dei campi, si costituisca un gruppo per il monitoraggio e la valutazione delle azioni e dei costi degli sgomberi che avvengono nelle aree metropolitane.”

Da oggi aperto il mio blog sull’Huffington Post

19 gen

Il blog sull’Huffington sarà un nuovo spazio di riflessione e condivisione. Ecco il primo post che ho scritto, prendendo spunto dai fatti di Colonia per elaborare un pensiero più ampio sul tipo di Europa e di ordine mondiale che vogliamo.

 

Colonia e l’Europa che vogliamo, dove la parola delle donne può cambiare tutto

Ho atteso a scrivere, ho preferito lasciare spazio all’ascolto e alla riflessione perché come ha detto Alessandra Bocchetti in un bell’incontro mercoledì scorso alla Casa Internazionale delle Donne di Roma“c’è anche una soglia del dolore”.

È vero, c’è una soglia del dolore per la piazza di Colonia, per i 50.000 stupri della guerra dei Balcani, per Valeria Solesin e le ragazze e i ragazzi del Bataclan, per le bambine violentate dai maschi occidentali nei mercati del sesso thailandesi, per le spose bambine stuprate a 8 anni, per le ragazze consumate sessualmente nelle strade e case italiane, per l’orrore del mercato delle schiave praticato dalla brutalità del Daesh, per la terribile vignetta di Charlie Hebdo su Aylan e per Ashley che in un post di un maschio italiano è addirittura “una zoccola drogata e ubriacona. Non vale neanche la pena di parlarne”. Sono pagine di storia che ci parlano di una cultura maschile in cui le donne sono beni, proprietà, patrimonio da tutelare oppure scambiare. Del resto i matrimoni combinati erano consuetudine anche nell’Europa del 1800 e in Italia abbiamo dovuto attendere il 1981 per abrogare il delitto d’onore: come non ricordare il coraggio di Franca Viola e le lotte delle donne contro gli stupri “riparati dai matrimoni”.

La cronaca di questi giorni relega le donne in un ruolo di procreatrici ed il linguaggio usato nel dibattito pubblico sul legittimo riconoscimento dei diritti alle donne e gli uomini che vivono una relazione al di fuori del matrimonio si chiude in 5 parole “utero in affitto” e “matrimonio gay”. È un linguaggio che non riconosce la donna come persona e di conseguenza ne umilia il corpo, in un’Italia che riconosce alle figlie ed ai figli ancora solo il cognome del padre.

Le migrazioni che sono in atto, fatte di uomini e donne in fuga dalla guerra e dalla povertà e alla ricerca di un futuro migliore, assumono un ruolo dirompente che riguarda tutte e tutti noi esseri umani in “transizione” da un sistema valoriale e culturale tramontato e del quale il patriarcato rappresenta un elemento fondativo. Il fantasma di Colonia è comparso in scena in un’Europa che fa fatica a stare dentro una trasformazione identitaria e con un grande problema “interno”: quello di una società che invecchia. Di fronte ad un crescente calo demografico chi penserà a ripopolare l’Europa? E con quale cultura?. Continue reading 

L’emergenza immigrati mostra l’espressione più umana del nostro Paese

16 giu

“La risposta dei cittadini e delle cittadine per l’emergenza immigrati a Roma e a Milano è stata forte, solidale, spontanea. A Roma centinaia di uomini e donne di ogni età sono andati in via Lucca, nel II municipio, davanti all’Associazione culturale Laura Lombardo Radice per portare cibo, medicine e vestiario destinati al centro di accoglienza Baobab di via Cupa, dove da giorni stanno confluendo centinaia di migranti africani, adulti e bambini giunti in Italia, dal mare, in condizioni disperate – a dichiararlo è Giovanna Martelli, Pd,- .  A loro, a questi uomini e a queste donne, va il nostro ringraziamento perché sono l’espressione di quel Paese che non cede al populismo, non si lascia distrarre dalle strumentalizzazioni politiche dei Salvini e dei Maroni,  ma risponde all’emergenza senza voltarsi dall’altra parte di fronte a quella che è una vera e propria emergenza umanitaria e  di cui l’Europa e  ogni suo Stato  membro devono farsi carico ognuno per la sua parte”.