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comunicato/Femminicidio: Martelli, importante agire su piano educativo

22 set

Femminicidio: Martelli, importante agire su piano educativo (ANSA) – ROMA, 22 SET – “Dobbiamo lavorare insieme per l’indipendenza economica delle donne, sulla revisione dei libri di testo e i curricula e che il Senato approvi subito la legge sul cognome della madre fondamentale per il riconoscimento del ruolo delle donne nella societa’”. Lo afferma Giovanna Martelli, parlamentare di Campo Progressista commentando l’intervista alla Ministra Valeria Fedeli pubblicata su “Il Messaggero” di oggi. “Condivido le parole della Ministra Valeria Fedeli: la violenza sulle donne è un fenomeno strutturale che va risolto agendo sulle sue cause a più livelli”, continua Martelli. “Agire sul piano educativo e pedagogico è fondamentale e attuare l’articolo 1 comma 16 della legge sulla Buona Scuola, per il quale ho contribuito integrando il testo originale della legge, è un passaggio necessario per aprire la strada alla revisione dei libri di testo e dei curricula scolastici. La scuola forma le generazioni e le classi dirigenti del futuro ed è li’ che dobbiamo investire”

Sara vive nella nostra nuova resistenza

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Un dialogo come altri:
Giovanna: e allora perché non lo lasci?
Anna: perché, in fondo, mi vuole bene e anch’io a lui e non sto neanche così male se solo non volesse fare sesso con me tutti i giorni.
Giovanna: ma fare sesso con l’uomo che si ama non è un obbligo, Anna.
Anna: dai, lo sai anche tu che loro vogliono quello e se io rifiuto lui si arrabbia.

Anna è una giovane donna come ce ne sono molte, sposata, non importa se con figli. L’uomo che ha amato e che ha scelto come compagno di vita si arrabbia se non fa sesso, tutti i giorni. Non lo lascerà perché in fondo lui le vuole bene, un bene che possiede, un bene che non accetta la volontà diversa di Anna di vivere il piacere del suo corpo manifestando la propria sessualità. Un bene che ha come codici di accettazione la rinuncia di sé stesse e la sottomissione.

Sara ha manifestato il suo dissenso e non ha più voluto condividere con Vincenzo la sua affettività, la sua sessualità e la sua vita. Vincenzo l’ha bruciata.

È un esercizio quello di leggere i commenti che giungono puntuali dopo la cronaca di un femminicidio. “E si non manca nulla, abbiamo le leggi, la ministra, anche qualche soldo”, “serve rispetto per le donne e educazione sentimentale nelle scuole”, “tanto il colpevole uscirà tra poco tempo”. Addirittura: “sì, va bene tutto ma anche lei poteva essere più morbida con lui”.

Quale legge o ora di educazione sentimentale può far capire a un ragazzo che il piacere della sessualità non è fatto di gesti eroici e potenti tali da poter procreare, ma di una semplice intesa tra due soggetti che scoprono le loro fonti di piacere, i gesti e le parole che appagano e che riconoscono l’altro nella sua differenza?

Il campo dove noi donne dobbiamo giocare la partita è quello della nostra sessualità e del sesso agito. In questo campo troppo spesso abbiamo preferito la complicità prendendo parte alla dominazione maschile, agendo noi stesse una sessualità di appagamento del piacere del maschio e legandola alla procreazione. Una sessualità dove il concepire diventa il nostro modo di dominare.

Il nostro agire personale sessuato si deve fondere con il nostro agire politico per costruire ponti e alleanze tra donne tali da renderci forti nella relazione con gli uomini.

Dobbiamo sentici forti per dire ai maschi che non è dominando e possedendo che si migliora e si progredisce, ma trovando quella semplice intesa che fa scoprire gli interessi, i piaceri, le fragilità e le sicurezze, le ambizioni nascoste.

Carla Lonzi scrive “sono nata donna, non ho da pensare ad altro”, questo è il nostro modo di vedere il mondo e di stare con gli uomini, di stare nella politica. Sara è viva ed è il simbolo della nostra nuova resistenza.

Resistere e alzare la voce in una denuncia corale contro l’indifferenza, l’ingiustizia sociale, le disuguaglianze.

Resistere e alzare la voce per una democrazia che non è una prova di forza quotidiana per vincere sempre, ma è un’intesa che riconosce e concede spazi a tutte e tutti senza sopraffazione e umiliazione.

Le donne sono esseri umani sessuati: non vogliamo essere rispettate, adorate e tutelate, non chiediamo eroismi e gesti eclatanti. Vogliamo la parola, l’identità, il riconoscimento e la libertà.

Vogliamo un’Italia che permetta ad Anna di dire al suo uomo: “non voglio fare sesso tutti i giorni per soddisfare te, ma voglio farlo per scoprire insieme a te la mia fonte di piacere e affermazione”.

Senza che questo metta a rischio la sua vita.

 

Questo articolo è stato pubblicato sull’Huffington Post 

La nuestra es una sociedad patriarcal, con estereotipos muy fuertes

20 lug

Diputada y funcionaria del gobierno, enumera las contradicciones de una sociedad donde hay aborto legal pero no matrimonio igualitario ni licencia por paternidad. Las cuotas en política, el femicidio y la educación.

Giovanna Martelli es una apasionada de la política. Formada en el Partido Comunista, fue una de las fundadoras del Partido Democrático Italiano que hoy está en el gobierno de ese país con Matteo Renzi como primer ministro. Dice que no es feminista, pero desde su papel de consejera para la Igualdad de Oportunidades del primer ministro apunta que para el gobierno italiano la agenda de género es prioritaria y lo demuestra con algunos hechos concretos que se hicieron desde su asunción. El matrimonio igualitario será ley en el otoño, vaticina. Habla además de la relación con el “compañero” papa Francisco.

Martelli es diputada nacional por el PDI desde hace dos años, después de más de 30 años de militancia. Nacida hace 52 años en Torino, de niña vivió los ’70 –que define como años de grandes progresos sociales– con muchas leyes que garantizaban los derechos a los más débiles: el nuevo derecho de familia, la ley de divorcio, la ley de aborto, la nueva ley de salud mental (que cierra los manicomios). Criada en una familia de obreros supo lo que significaba avanzar socialmente. En 1982 se afilió al Partido Comunista y en 2007 participó de la fundación del Partido Democrático. “Para las mujeres fue un gran paso adelante la constitución del PDI, porque por primera vez se fijan reglas claras dentro del estatuto que facilita la participación de las mujeres, con la cuota”, dijo.

–¿Una cuota del 30 por ciento?

–Más, el 40 por ciento. Con la cuota entré en el organismo dirigente del partido y en 2012 fui candidata a las primarias para ser parlamentaria y luego fui elegida en 2013. Para mí fue un gran honor. Continue reading