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Istat: la rimozione di Sabbaddini è un errore che può compromettere anni di lavoro. Alleva ci ripensi

6 apr

Privare l’Istat dell’apporto di Linda Laura Sabbadini è un errore grossolano che rischia di compromettere anni di lavoro. Senza i suoi studi sono a rischio le indagini sul lavoro e sui consumi, sui cambiamenti della società italiana, dalla famiglia ai rapporti tra le generazioni e ai rapporti uomo-donna e poco o nulla sapremmo sulla povertà assoluta, la violenza in famiglia e fuori, il bullismo ed altro ancora. Lavoro premiato dal Presidente Ciampi con l’onorificenza di Commendatore della Repubblica alla Sabbadini.

Come è possibile che l’Istat si privi di una delle protagoniste delle indagini sociali dagli anni 90. Di una donna libera e appassionata che ha dato consistenza numerica ai cambiamenti della nostra società. E allora una domanda ai vertici dell’Ente la voglio fare: come mai l’Istat può fare a meno di questa signora dei numeri? 
Il Presidente Alleva ci ripensi è ancora in tempo. 

 

Per costruire un vero record dell’occupazione femminile dobbiamo lavorare con in mente la libertà delle donne

23 nov

Per costruire un vero record dell’occupazione femminile dobbiamo lavorare con in mente la libertà delle donne , così l’on. Giovanna MartelliConsigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri per le pari opportunità commenta il dato Istat che registra un record per l’occupazione delle donne (50,9%) ma solo grazie alle over 54 che non hanno lasciato il lavoro, ovvero grazie all’innalzamento dei requisiti per andare in pensione. Mentre le giovani vedono ancora scendere il loro tasso di occupazione.

“Per far crescere l’economia e avere record davvero positivi bisogna prima di tutto far decidere alle donne se rimanere o meno al lavoro. Agevolare la staffetta generazionale con il passaggio del know how  in una forma elastica, diversificata  e sempre nell’ambito di una scelta operata con libertà, senza costrizioni che arrivano dall’esterno. Secondo poi”, prosegue Martelli, “bisogna lavorare con una visione lungimirante: investendo nell’innovazione e nella ricerca, facendo spazio alle donne in tutti i settori produttivi, compresi quelli dove finora c’è stato meno spazio per loro. Solo in questo modo”, conclude Martelli, “possiamo far crescere una nuova economia con contenuti reali di progresso e pari opportunità”.

 

 

Violenza sulle donne: uscire dall’emergenza coordinando le politiche nazionali con quelle territoriali

5 giu

“Il nostro obiettivo è uscire dall’emergenza e applicare politiche pubbliche sistemiche, nazionali e territoriali, in grado di affrontare a 360 gradi il fenomeno della violenza contro le donne”,  questo il commento della Consigliera del Presidente del Consiglio per le pari opportunità, Giovanna Martelli, a margine della conferenza stampa di presentazione dell’indagine Istat, commissionata dal Dipartimento per le Pari Opportunità su  “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia.

“Quello che emerge da questa indagine è che c’è una maggiore consapevolezza femminile, soprattutto tra le giovani, rispetto alla percezione di questo fenomeno e quindi una maggiore forza nell’avviare un percorso di emancipazione dalla violenza. Le donne iniziano ad avere il coraggio di parlarne, di denunciare e di considerare un reato quello che viene commesso nei loro confronti. Ma, e questo è il dato che più ci allarma, è aumentata la gravità delle violenze sessuali e fisiche così come sono aumentati i casi in cui i figli assistono ad episodi di violenza sulla propria madre. Questo segnala un problema enorme: l’ereditarietà dei comportamenti appresi. Un bambino che assiste alla violenza familiare avrà più propensione a reiterare quella stessa modalità relazionale e una bambina a diventare a sua volta vittima.  Spetta alla politica – prosegue Martelli – mettere in atto tutte le misure per contrastare questi aspetti, potenziando la prevenzione e l’informazione, agendo sulle nuove generazioni per compiere quel salto culturale di cui c’è bisogno”.

Per questo, aggiunge la Consigliera, il Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, sul quale è iniziato un confronto con gli operatori e le associazioni che sul territorio da anni sono impegnati su questo fronte, “verrà integrato e rafforzato per rispondere in maniera più puntuale alle reali esigenze delle donne e all’individuazione di percorsi condivisi di fuoriuscita dalla dimensione delle relazioni violente”.