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La sanità mantovana ringrazi gli operatori

13 ago image

imageSulla salute non si può speculare. Così concludevo la mia nota dello scorso 23 luglio che inviavo al direttore generale dell’azienda ospedaliera “Carlo Poma” e all’assessore regionale Giulio Gallera in seguito alla vicenda delle due oncologhe e del loro incarico presso l’ospedale mantovano. Nella nota richiedevo la pubblicazione integrale, dell’audit sui protocolli adottati a salvaguardia e tutela della cura ai cittadini, la disponibilità dell’azienda ospedaliera ad incontrare le istituzioni e le associazioni che si occupano dei diritti dei malati per illustrare integralmente l’audit o illustrare nel dettaglio tutti i punti (forti e deboli) dei protocolli. Allo stesso tempo mi premeva sottolineare quanto il servizio erogato dall’azienda ospedaliera, grazie ai 5.000 operatori, garantisse e tutelasse la salute dei cittadini mantovani che vi accedono, soprattutto, oggi che la sanità pubblica messa duramente alla prova da chi governa il Paese e poi si erge a paladino dei diritti. In questo tempo di grande delegittimazione del servizio pubblico, è ancora più evidente che la salute dei cittadini non puó essere oggetto del dominio e delle scorribande utilitaristiche della politica. Ora che si è giunti ad una soluzione per le due mediche oncologhe e che si avvierà a breve il lavoro di verifica da parte dell’Ats Valpadana, voglio cogliere questo momento per ritornare proprio a quei cinquemila operatori menzionati in precedenza e ringraziarli perché, anche in tempi di carestia per la sanità pubblica, garantiscono quanto viene offerto dalla nostra azienda ospedaliera. Proprio la Gazzetta ha segnalato recentemente quanto la provincia di Mantova, paragonata a quella vicina di Cremona, abbia cinquantamila abitanti in più ma molti meno posti letto. Se l’ospedale Carlo Poma è un’azienda di eccellenza è grazie alle mediche ed ai medici, alle infermiere ed agli infermieri, alle operatrici dei servizi generali ed a tutti coloro che quotidianamente svolgono il loro lavoro non solo con impegno e professionalità ma anche con coraggio. Lo stesso coraggio che i cittadini mantovani hanno voluto restituire nella lotta per il reintegro delle dottoresse. Oggi più che in ogni altro tempo “restiamo umani” . Restare umani è una vera e propria scelta di campo contro le speculazioni più orribili: quelle sulla pelle e sulla salute dei cittadini.

Questa lettera è stata pubblicata oggi su La Gazzetta di Mantova