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MOZIONE CONCERNENTE INIZIATIVE PER PREVENIRE E CONTRASTARE LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

16 ott

È stata discussa oggi in aula la mia mozione contro la violenza sulle donne

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Testo della mozione 

   La Camera,
premesso che:
è un diritto umano fondamentale di ogni persona, e in particolare delle donne, vivere una vita libera dalla violenza, tanto nella sfera pubblica, quanto in quella privata;
la discriminazione nei confronti delle donne non può che essere vietata in tutte le sue manifestazioni, anche mediante il ricorso a sanzioni, così come devono essere abolite le pratiche discriminatorie nei confronti delle donne;
necessarie misure speciali per prevenire e proteggere le donne dalla violenza basata sul genere non possono ritenersi discriminatorie;
le politiche pubbliche dovrebbero contemplare una prospettiva di genere, attuando la parità fra donne e uomini, nonché l’autonomia e l’autodeterminazione (empowerment) delle donne;
la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (la cosiddetta «Convenzione di Istanbul»), approvata dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011, introduce un nuovo paradigma nel definire la violenza contro le donne, dando impulso a politiche pubbliche a contrasto della stessa. In particolare, infatti, prevede:
a) la correlazione tra l’assenza della parità di genere e il fenomeno della violenza;
b) una nozione ampia di violenza, che comprende anche quella psicologica ed economica, e, soprattutto, l’attenzione verso la forma di violenza più diffusa, quella domestica;
c) la necessità di politiche antidiscriminatorie e che favoriscano l’effettiva parità fra i sessi al pari di misure atte alla prevenzione e al contrasto alla violenza nei confronti delle donne;
oltre alla legge 27 giugno 2013, n. 77, concernente la Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, il Parlamento ha anche approvato la legge 15 ottobre 2013, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere; inoltre, in data 7 luglio 2015, è stato anche adottato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere;
la definizione «violenza nei confronti delle donne» si riferisce a tutte le forme di violenza nei confronti delle donne ai sensi del capitolo V della Convenzione di Istanbul, ovvero la violenza psicologica, gli atti persecutori, la violenza fisica, la violenza sessuale, compreso lo stupro, il matrimonio forzato, le mutilazioni genitali femminili, l’aborto forzato, la sterilizzazione forzata e le molestie sessuali. Essa si riferisce, inoltre, alla violenza domestica nei confronti delle donne, definita come la violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verifica all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore condivida, o abbia condiviso, la stessa residenza con la vittima;
la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che l’obbligo positivo di proteggere il diritto alla vita richiede che le autorità statali diano prova della dovuta diligenza, prendendo misure di prevenzione operative, a tutela della persona la cui vita sia in pericolo (in attuazione dell’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo);
nel nostro Paese si registra ormai un livello particolarmente preoccupante di recrudescenza nell’ambito della violenza contro le donne,

impegna il Governo:

1) ad ottimizzare al più presto le modalità di ricognizione e di denuncia del fenomeno della violenza di genere e a promuovere con urgenza misure atte ad evitare l’impunità per i responsabili di reati tanto gravi, quali quelli relativi alla violenza contro le donne;
2) ad assumere iniziative normative per rendere più agevole, snello e protetto l’accesso, da parte delle donne vittime di violenza di genere, agli strumenti inerenti alle misure restrittive nei confronti degli aggressori e, più in generale, in ambito processuale, per garantire la priorità assoluta nella formazione dei ruoli di udienza e nella trattazione dei processi relativi ai reati di violenza di genere;
3) in conformità con l’articolo 31 della Convenzione di Istanbul, a promuovere un intervento normativo affinché, a fronte di separazioni e divorzi, in sede di determinazione dei diritti di custodia e di visita dei figli, si tenga conto delle condanne per maltrattamenti o stalking, ma anche di eventuali processi penali pendenti per maltrattamenti a carico del padre in danno della madre, nonché per escludere l’affidamento condiviso dei figli, ove risultino precedenti di violenze nelle coppie che si separano, in particolare prevedendo che i maltrattamenti costituiscano causa di esclusione dell’affido condiviso;
4) ad assumere iniziative normative per escludere il ricorso ai sistemi alternativi di risoluzione delle controversie, quali la mediazione e la conciliazione, nei casi di violenza di genere contro le donne, sistemi vietati dall’articolo 48 della Convenzione di Istanbul, in quanto presuppongono una situazione di parità delle parti, ontologicamente esclusa nelle situazioni di violenza, anche rispetto ai casi di stalkingqualificati come «meno gravi» – che potrebbero invece sfociare e tradursi, di fatto, in forme gravi di violenza contro le donne – nonché per far sì che, rispetto a tali casi, l’istituto introdotto dall’articolo 162-ter del codice penale, relativo all’estinzione del reato per condotte riparatorie, non sia applicabile;
5) a promuovere al più presto politiche pubbliche per contrastare l’impatto cumulativo e la intersezione tra atti razzisti, xenofobici e sessisti contro le donne;
6) ad istituire una commissione di studio sulle cause strutturali della violenza di genere contro le donne;
7) ad incrementare, utilizzando i più rapidi strumenti normativi a disposizione, le politiche pubbliche volte all’empowerment femminile;
8) ad assumere iniziative, nell’ambito delle proprie competenze, per sanare le disparità regionali e locali inerenti alla disponibilità e alla qualità dei servizi di protezione, compresi i rifugi per le donne vittime di violenza, nonché rispetto alle forme di discriminazione contro le donne vittime di violenza che appartengono a minoranze.
(1-01716)
«Martelli, Roberta Agostini, Bossa, Simoni, Albini, Duranti, Murer, Nicchi, Ricciatti, Rostan, Cimbro, Scotto, Laforgia, Speranza, Piras, Ferrara, Zaratti, Quaranta, Franco Bordo, Giorgio Piccolo, Folino, Mognato, Zappulla, Formisano, Zoggia, Matarrelli, Lacquaniti, Ragosta, Kronbichler, Leva, Fontanelli».

Voto alle donne: da 70 anni forza di civiltà – il video dell’intervento alla Camera dei Deputati

8 mar

No agli stereotipi sulle donne, almeno l’8 marzo

27 feb

8 marzo, Martelli (Si) a Franceschini: Mibact lavori per rendere evidente ruolo donne nella storia (ilVelino/AGV NEWS) Roma, 27 FEB

“Caro Franceschini le donne non hanno bisogno di andare gratis al museo nella giornata internazionale a loro dedicata. Invece di cadere in questi facili stereotipi e’ necessario che il Mibac lavori perche’ dall’ 8 marzo in poi nei musei italiani si renda evidente la funzione che le donne hanno avuto nella storia, nell’arte, nella scienza e di quanto hanno contribuito all’umanita’”. Lo afferma la deputata di Sinistra Italiana Giovanna Martelli, gia’ consigliera per le pari opportunita’ del governo, commentando l’iniziativa del Mibac per la giornata internazionale della donna. “Ricordo al ministro Franceschini - prosegue la deputata di Sinistra Italiana -, che la Festa della donna ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo. Le donne, continua Martelli, non sono una categoria da proteggere, o una categoria svantaggiata. Le donne sono la società. E hanno contribuito a pari titolo degli uomini alla storia del mondo. Il ministro dovrebbe lavorare per valorizzare il loro ruolo e non per celebrarle solo l’8 marzo”, conclude Giovanna Martelli.

Il protagonismo politico delle donne apre la strada al progresso economico e lavorativo

19 nov

“Il protagonismo politico delle donne apre la strada anche al progresso economico e lavorativo”, così si esprime l’On. Giovanna Martelli, Consigliera per il Presidente del Consiglio in materia di pari opportunità, alla luce dei nuovi dati riguardanti l’Italia della classifica annuale Gender Gap Index appena pubblicata dal World Economic Forum. “Il nostro Paese”, prosegue Martelli, “è risalito dalla 69esima alla 41esima posizione grazie proprio alla presenza delle ministre e di tante donne in Parlamento. Ci sono ancora molti campi in cui dobbiamo migliorare e ancora posti da scalare in classifica ma il processo è inequivocabilmente avviato e siamo attivamente impegnati a rimuovere ogni ostacolo che lo possa fermare. La riforma costituzionale e la riforma elettorale accompagnano questa evoluzione inarrestabile”, conclude Martelli”, che preveda anche il coinvolgimento femminile in tutte le articolazioni amministrative della politica, nei consigli regionali e in quelli comunali”.

Donne, pace e sicurezza: Giovanna Martelli, più donne nei negoziati uguale più pace

14 ott

Più donne nei negoziati uguale più pace e una pace migliore e più duratura. “La loro partecipazione con il fine di garantire la previsione di interventi adeguati nelle fasi successive agli accordi di pace è fondamentale, e ancora più necessaria e’ la considerazione delle tematiche di genere, nelle sedi negoziali, per non rendere del tutto irrilevante la presenza delle donne”. Lo ha detto all’Onu Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità. Martelli ha parlato durante un dibattito in Consiglio di Sicurezza organizzato in occasione del quindicesimo anniversario della risoluzione 1325 che nel 2000 stabilì il collegamento cruciale
tra parità di genere e pace e sicurezza internazionali. “Il punto di vista di genere nel corso delle fasi negoziali garantisce, nel corso della ricostruzione, un’impostazione del concetto di “sicurezza” dato come condizione umana e sociale che deriva dall’esercizio dei diritti umani fondamentali (soddisfacimento dei bisogni primari, salute, istruzione, lavoro), principali strumenti di mantenimento della pace”, ha detto Martelli.

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L’inesistente teoria gender: ancora una volta contro le donne

17 set

Comma 16 della Buona Scuola “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’art. 5 della Legge recante misure contro il Femminicidio”.

Mentre scrivevo l’emendamento che oggi è Legge dello Stato Italiano e  pensando alla parità sostanziale tra donne e uomini una delle priorità era quella di scardinare l’impatto che gli stereotipi educativi hanno nelle decisioni che le ragazze e i ragazzi prendono nelle loro vite.  Un’influenza molto pesante che si fa sentire anche nel mondo del lavoro, in cui le donne subiscono tuttora una emarginazione , tanto che alcuni settori sono ancora considerati di dominio maschile con la naturale conseguenza di un livello di retribuzione superiore rispetto ai settori che culturalmente e tradizionalmente sono riservati alle donne.

Ecco perché ė importante leggere quanto introdotto dal comma 16 con la luce della ragione,  mettendo a fuoco come questo obiettivo si possa inscrivere in una più complessiva strategia coerente anche con le recenti iniziative Comunitarie sul tema dell’emancipazione delle ragazze nell’ambito dell’Istruzione. Continue reading 

La nuestra es una sociedad patriarcal, con estereotipos muy fuertes

20 lug

Diputada y funcionaria del gobierno, enumera las contradicciones de una sociedad donde hay aborto legal pero no matrimonio igualitario ni licencia por paternidad. Las cuotas en política, el femicidio y la educación.

Giovanna Martelli es una apasionada de la política. Formada en el Partido Comunista, fue una de las fundadoras del Partido Democrático Italiano que hoy está en el gobierno de ese país con Matteo Renzi como primer ministro. Dice que no es feminista, pero desde su papel de consejera para la Igualdad de Oportunidades del primer ministro apunta que para el gobierno italiano la agenda de género es prioritaria y lo demuestra con algunos hechos concretos que se hicieron desde su asunción. El matrimonio igualitario será ley en el otoño, vaticina. Habla además de la relación con el “compañero” papa Francisco.

Martelli es diputada nacional por el PDI desde hace dos años, después de más de 30 años de militancia. Nacida hace 52 años en Torino, de niña vivió los ’70 –que define como años de grandes progresos sociales– con muchas leyes que garantizaban los derechos a los más débiles: el nuevo derecho de familia, la ley de divorcio, la ley de aborto, la nueva ley de salud mental (que cierra los manicomios). Criada en una familia de obreros supo lo que significaba avanzar socialmente. En 1982 se afilió al Partido Comunista y en 2007 participó de la fundación del Partido Democrático. “Para las mujeres fue un gran paso adelante la constitución del PDI, porque por primera vez se fijan reglas claras dentro del estatuto que facilita la participación de las mujeres, con la cuota”, dijo.

–¿Una cuota del 30 por ciento?

–Más, el 40 por ciento. Con la cuota entré en el organismo dirigente del partido y en 2012 fui candidata a las primarias para ser parlamentaria y luego fui elegida en 2013. Para mí fue un gran honor. Continue reading 

La Buona Scuola: un passo avanti nell’educazione alla parità e alla prevenzione della violenza

9 lug

“Oggi l’approvazione del ddl sulla Buona Scuola è un passo in avanti per il cammino delle riforme e in quello dell’educazione alla parità e alla prevenzione della violenza di genere”, lo afferma l’On. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio per le pari opportunità . “La scuola è un veicolo importante la formazione delle generazioni del futuro e delle nuove classi dirigenti”, prosegue Martelli, “ed è strategico che la Legge preveda la promozione all’educazione alla parità di genere e la prevenzione alla violenza e a tutte le discriminazioni nelle scuole di ogni ordine e grado prevedendo che il Piano triennale dell’offerta formativa assicuri l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di genere, la prevenzione alla violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori. Da oggi”, conclude Martelli,  “chi ha la responsabilità dell’educazione della collettività, politica, insegnanti, società civile, ha uno strumento in più”.

Per le pari opportunità la priorità resta il lavoro

14 giu

Giovanna Martelli è stata nominata consigliera per le Pari opportunità del presidente del Consiglio Matteo Renzi lo scorso ottobre. Un ruolo complesso, riconosciuto per alcuni tardivamente, e che certamente ha in agenda temi divisivi. Proprio in queste ore, ad esempio, arrivano i contenuti – destinati a far discutere – del rapporto che il Parlamento europeo produce e approva ogni cinque anni per dare linee di indirizzo per combattere e correggere le discriminazioni per nazionalità, etnia, religioni, reddito, convinzioni e scelte sessuali nel mondo del lavoro. Oltre a riconoscere l’esistenza delle “famiglie gay” nel prendere atto dell’evoluzione “della definizione di famiglia”, l’europarlamento rilancia con forza sulla necessità di specifiche politiche per rafforzare i diritti delle donne Continue reading 

Elezioni regionali: la gestione della politica è ancora troppo coniugata al maschile

3 giu

“La gestione della politica è ancora troppo coniugata al maschile”, commenta così la deputata Pd Giovanna Martelli i risultati delle elezioni regionali che vedono quasi ovunque un arretramento delle donne. “Se a livello nazionale il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha di fatto applicato il criterio della rappresentanza di genere, formando un governo composto al 50% da donne e dando un segnale di forte rottura con il passato, sul territorio non è andata così. Purtroppo – continua Martelli – siamo un Paese arretrato, che dimostra come, senza un intervento normativo, non è possibile riequilibrare una condizione di svantaggio che è ancora strutturale e culturale, questo ė il dato che emerge dalle recenti elezioni per i Consigli Regionali. Le donne non possono solo partecipare alla gara: devono avere l’opportunità di competere alla pari per essere elette e per portare il punto di vista femminile nel governo del territorio”.