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“Togliere dal Disegno di Legge Povertà ogni riferimento alla previdenza”

16 feb

“Si deve togliere dal Disegno di Legge Povertà qualsiasi riferimento alla Previdenza”, così l’On. Giovanna Martelli sul disegno di legge per il contrasto alla povertà. “Fuor di polemica non vi ė alcuna motivazione di merito per inserire in un testo che prevede il contrasto alle povertà la razionalizzazione delle prestazioni previdenziali: pertanto emenderò il testo per togliere qualsiasi riferimento alla previdenza. L’introduzione dell’ISEE in materia di previdenza”, prosegue Martelli, “non ha alcun senso perché non si tratta di una prestazione sociale agevolata ma di una prestazione già pagata dal beneficiario, in più le quote di reversibilità sono già distinte in base a quanto si percepisce. È una misura inaccettabile”, conclude Martelli, ” che crea ingiustizia sociale, cittadine e cittadini di serie A e B, e indebolisce le battaglie sui diritti civili che si stanno faticosamente portando avanti”.

Pensioni, Giovanna Martelli: “Il divario salariale, un’ingiustizia che colpisce anche le pensionate”

5 gen

“Il divario salariale è un’ingiustizia che colpisce tutte le donne, anche e soprattutto le pensionate che così sono a maggior rischio povertà”. La Deputata Giovanna Martelli, ex Consigliera del Presidente del Consiglio per le Pari Opportunità, si esprime così riguardo al dato che emerge dalla recente analisi Istat sulle pensioni secondo cui le donne percepiscono 6 mila euro inmeno all’anno. “Le donne che hanno lavorato tutta la loro vita corrono ingiustamente un maggiore rischio povertà rispetto a un uomo che ha fatto la stessa carriera. Ciò è maggiormente vero considerando che nel nostro Paese le pensioni, sempre secondo l’analisi Istat, vengono utilizzate dalle famiglie come ammortizzatore sociale per sfuggire a situazioni di grande disagio. Il futuro di queste famiglie e il benessere di tutti i cittadini, uomini e donne, dipende molto da quanto riusciremo a fare per combattere le discriminazioni e le disuguaglianze che ancora colpiscono le donne nel mondo del lavoro. Nell’immediato si tratta di abbattere il divario retributivo che nella Comunità Europa è stimato mediamente intorno al 16% e che può aumentare fino al 31% quando arriva un figlio”, conclude Martelli.