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Seminario “Politica e cultura”: intervento di apertura

6 feb

Intervento di apertura al seminario “Politica e cultura”, organizzato in occasione dei 60 anni dalla pubblicazione del volume omonimo di Norberto Bobbio – Roma, 5 febbraio 2016

Il seminario “Politica e Cultura”, organizzato da Historia Magistra (la rivista di storia critica diretta dal prof. Angelo d’Orsi, ideatore dell’incontro) e dall’Istituto Luigi Sturzo, (presieduto dal prof. Nicola Antonetti), ha stimolato una riflessione a più voci, tra giovani studiosi, intellettuali di fama e rappresentanti della classe politica, sul legame tra questi due ambiti: un nesso da taluni viene giudicato in termini negativi, in nome di una separatezza della cultura rispetto alla politica e da altri, al contrario, rivendicato come necessario o addirittura ineludibile.

Politica e cultura, gli intellettuali e l’impegno politico oggi

25 gen

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“Se tutto il mondo fosse diviso, esattamente, in rossi e neri, mettendomi dalla parte dei neri sarei nemico dei rossi, mettendomi dalla parte dei rossi sarei nemico dei neri. Non potrei stare in alcun modo al di fuori degli uni e degli altri, perché – questa è l’ipotesi – essi occupano tutto il territorio. E, quando quell’ipotesi si avvera, il mestiere dell’intellettuale, che rifugge o dovrebbe rifuggire dalle alternative troppo nette, diventa difficile”.

Cosi scriveva Bobbio nel 1955, nel volume Politica e cultura, sul ruolo faticoso dell’intellettuale, alla ricerca del dialogo in un’epoca dominata da un’esasperata tensione politica e dalla guerra fredda. A 60 anni da quella riflessione, e in uno scenario storico e sociale profondamente mutato, qual è il mestiere dell’intellettuale? E come viene formata la classe politica? Qual è oggi il rapporto tra politica e cultura? Come e con quale profondità tale rapporto segna il nostro sguardo sulla contemporaneità e come, infine, può influenzare il futuro? La crisi della politica da un lato, la latitanza o il silenzio, come è stato definito, degli intellettuali dall’altro, sembrano indicare che la questione, archiviata forse frettolosamente, conserva intatto il suo interesse e merita di essere riaffrontata in modo critico.

Il seminario “Politica e Cultura”, organizzato da Historia Magistra (la rivista di storia critica diretta dal prof. Angelo d’Orsi, ideatore dell’incontro) e dall’Istituto Luigi Sturzo, (presieduto dal prof. Nicola Antonetti), vuole stimolare una riflessione a più voci, tra giovani studiosi, intellettuali di fama e rappresentanti della classe politica, sul legame tra questi due ambiti: un nesso da taluni viene giudicato in termini negativi, in nome di una separatezza della cultura rispetto alla politica e da altri, al contrario, rivendicato come necessario o addirittura ineludibile.

La giornata prende il via alle 9.00 e durerà fino alle 19.00, con un intervallo fra le 13.30 e le 15,00. ed è strutturata in due sessioni: al mattino sono previste le relazioni di studiose e studiosi in ottica storica, guardando al rapporto politica e cultura nel passato della Repubblica, soffermandosi sugli anni nei quali quel dibattito fu intenso, come emerge dal libro di Bobbio.

Nel pomeriggio, con una coda del seminario di studi, a partire dalle 16.00 una tavola rotonda, animata dal giornalista Roberto Ciccarelli, un confronto diretto tra politici e intellettuali.

Tra i partecipanti: Fausto Bertinotti, Piero Bevilacqua, Angela Blasi, Rita Borsellino, Carlo Felice Casula, Giuseppe Civati, Angelo d’Orsi, Eleonora Forenza, Giovanna Martelli, Valentino Parlato, Guido Pescosolido, Giuseppe Vacca, Vincenzo Vita.

A seguire il programma dettagliato: 

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Il protagonismo politico delle donne apre la strada al progresso economico e lavorativo

19 nov

“Il protagonismo politico delle donne apre la strada anche al progresso economico e lavorativo”, così si esprime l’On. Giovanna Martelli, Consigliera per il Presidente del Consiglio in materia di pari opportunità, alla luce dei nuovi dati riguardanti l’Italia della classifica annuale Gender Gap Index appena pubblicata dal World Economic Forum. “Il nostro Paese”, prosegue Martelli, “è risalito dalla 69esima alla 41esima posizione grazie proprio alla presenza delle ministre e di tante donne in Parlamento. Ci sono ancora molti campi in cui dobbiamo migliorare e ancora posti da scalare in classifica ma il processo è inequivocabilmente avviato e siamo attivamente impegnati a rimuovere ogni ostacolo che lo possa fermare. La riforma costituzionale e la riforma elettorale accompagnano questa evoluzione inarrestabile”, conclude Martelli”, che preveda anche il coinvolgimento femminile in tutte le articolazioni amministrative della politica, nei consigli regionali e in quelli comunali”.

Elezioni regionali: la gestione della politica è ancora troppo coniugata al maschile

3 giu

“La gestione della politica è ancora troppo coniugata al maschile”, commenta così la deputata Pd Giovanna Martelli i risultati delle elezioni regionali che vedono quasi ovunque un arretramento delle donne. “Se a livello nazionale il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha di fatto applicato il criterio della rappresentanza di genere, formando un governo composto al 50% da donne e dando un segnale di forte rottura con il passato, sul territorio non è andata così. Purtroppo – continua Martelli – siamo un Paese arretrato, che dimostra come, senza un intervento normativo, non è possibile riequilibrare una condizione di svantaggio che è ancora strutturale e culturale, questo ė il dato che emerge dalle recenti elezioni per i Consigli Regionali. Le donne non possono solo partecipare alla gara: devono avere l’opportunità di competere alla pari per essere elette e per portare il punto di vista femminile nel governo del territorio”.