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comunicato/Femminicidio: Martelli, importante agire su piano educativo

22 set

Femminicidio: Martelli, importante agire su piano educativo (ANSA) – ROMA, 22 SET – “Dobbiamo lavorare insieme per l’indipendenza economica delle donne, sulla revisione dei libri di testo e i curricula e che il Senato approvi subito la legge sul cognome della madre fondamentale per il riconoscimento del ruolo delle donne nella societa’”. Lo afferma Giovanna Martelli, parlamentare di Campo Progressista commentando l’intervista alla Ministra Valeria Fedeli pubblicata su “Il Messaggero” di oggi. “Condivido le parole della Ministra Valeria Fedeli: la violenza sulle donne è un fenomeno strutturale che va risolto agendo sulle sue cause a più livelli”, continua Martelli. “Agire sul piano educativo e pedagogico è fondamentale e attuare l’articolo 1 comma 16 della legge sulla Buona Scuola, per il quale ho contribuito integrando il testo originale della legge, è un passaggio necessario per aprire la strada alla revisione dei libri di testo e dei curricula scolastici. La scuola forma le generazioni e le classi dirigenti del futuro ed è li’ che dobbiamo investire”

Mai più bambini abbandonati: ci vogliono maggiori investimenti nella scuola e nelle politiche per l’infanzia

29 apr

La notizia che la morte della piccola Fortuna Loffredo è legata ad una rete di pedofili, uccisa perché non ha voluto essere abusata per l’ennesima volta, ci lascia attoniti. Quella di Caivano è una storia non degna di un Paese civile che viene a galla per il coraggio dei bambini che si ribellano alla violenza nel silenzio assordante degli adulti.

Questa storia ci dice che è necessario un investimento forte nelle politiche per l’infanzia e un rafforzamento dei servizi pubblici soprattutto nelle aree di maggiore vulnerabilità come Caivano dove da anni la Preside coraggio Eugenia Canfora combatte una battaglia contro l’abbandono scolastico degli adolescenti che vivono in un ambiente di degrado e a forte rischio criminalità, conclude Martelli.

L’inesistente teoria gender: ancora una volta contro le donne

17 set

Comma 16 della Buona Scuola “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’art. 5 della Legge recante misure contro il Femminicidio”.

Mentre scrivevo l’emendamento che oggi è Legge dello Stato Italiano e  pensando alla parità sostanziale tra donne e uomini una delle priorità era quella di scardinare l’impatto che gli stereotipi educativi hanno nelle decisioni che le ragazze e i ragazzi prendono nelle loro vite.  Un’influenza molto pesante che si fa sentire anche nel mondo del lavoro, in cui le donne subiscono tuttora una emarginazione , tanto che alcuni settori sono ancora considerati di dominio maschile con la naturale conseguenza di un livello di retribuzione superiore rispetto ai settori che culturalmente e tradizionalmente sono riservati alle donne.

Ecco perché ė importante leggere quanto introdotto dal comma 16 con la luce della ragione,  mettendo a fuoco come questo obiettivo si possa inscrivere in una più complessiva strategia coerente anche con le recenti iniziative Comunitarie sul tema dell’emancipazione delle ragazze nell’ambito dell’Istruzione. Continue reading 

Educazione: raccogliere la contemporaneità

4 ago

Dalla sentenza della Cassazione sul caso della scuola privata di Livorno emergono aspetti che mi sta a cuore sottolineare.

Non credo sia tanto e solamente l’annosa questione se sia giusto o meno far pagare le tasse alle scuole non in edifici pubblici, anzi il rischio è che si cada nello scontato ragionamento “utilitaristico” e pericoloso della dicotomia  del “luogo” con lo “spazio” riducendo ancora una volta il ragionamento al concetto di “costo/introito/mercato” e non aprendolo concetto di “valore”.

Il ragionamento deve stare  su che tipo di sistema educativo abbiamo in mente e  la sentenza della Cassazione può e deve essere l’occasione per porsi una domanda: “cosa rende la scuola (statale o paritaria che sia) pubblica?” e soprattutto aderente al dettato costituzionale che la rende aperta a tutti, stabilendo all’articolo 3 che il compito dello Stato è di rimuovere gli ostacoli che impediscono a ciascuna/o cittadina/o di godere degli stessi diritti.

Il tema è come costruire un nuovo sistema educativo contemporaneo che sappia rimettere in moto la mobilità sociale bloccata in questo paese da oltre vent’anni, per cui essendosi inceppato non solo il ricambio generazionale ma anche sociale si ereditano le professioni così come si ereditano le disuguaglianze. In questo modo non solo si tradisce il dettato costituzionale fondato sulla relazionalità reciproca tra dirigenti e diretti, ma, come continuamente ci ricordano autorevoli commentatori internazionali, si inibisce la crescita “economica” di un Paese, perché, senza scomodare premi nobel dell’economia, sappiamo che il talento si distribuisce casualmente nella società per cui tanto più ci sarà commistione di “differenze” tanto più verranno alimentate creatività e innovazioni. Continue reading 

La Buona Scuola: un passo avanti nell’educazione alla parità e alla prevenzione della violenza

9 lug

“Oggi l’approvazione del ddl sulla Buona Scuola è un passo in avanti per il cammino delle riforme e in quello dell’educazione alla parità e alla prevenzione della violenza di genere”, lo afferma l’On. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio per le pari opportunità . “La scuola è un veicolo importante la formazione delle generazioni del futuro e delle nuove classi dirigenti”, prosegue Martelli, “ed è strategico che la Legge preveda la promozione all’educazione alla parità di genere e la prevenzione alla violenza e a tutte le discriminazioni nelle scuole di ogni ordine e grado prevedendo che il Piano triennale dell’offerta formativa assicuri l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità di genere, la prevenzione alla violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori. Da oggi”, conclude Martelli,  “chi ha la responsabilità dell’educazione della collettività, politica, insegnanti, società civile, ha uno strumento in più”.